Immagine  
"
Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Non per presunzione, ma un libro che uno scrittore, affermato o no, esordiente o no, dovrebbe leggere nella maniera più assoluta è: “I libri nella mia vita” scritto da Henry Miller, anno di pubblicazione 1952. Vi sono tante di quelle gemme, di aneddoti sul mondo dello scrivere e della lettura, sui libri e sull’arte di vivere la vita attraverso di essi, che chiunque viva di libri a tutti i livelli o nutra la velleità di diventare uno scrittore un giorno, potrà trovarvi la sua guida, le sue rassicurazioni, la sua via. Dopo la lettura di un libro come questo, e di pochi altri simili, che consiglierò magari in articoli successivi, ci si renderà conto che per saper scrivere, per scrivere qualcosa degno di nota, bisogna innanzitutto spazzare via tutti i corsi, le scuole di scrittura creativa che non sono altro che panzane con l’unico scopo di rimpinzare di quattrini chi le organizza e poi procedere a liberare il campo anche dalla maggior parte di manuali, guide, abbeccedari che si propongono di insegnare a scrivere, giungendo alla sola e unica conclusione secondo la quale: l'unica maestra di scrittura è la vita; non esistono tecniche, segreti, strategie per imparare a scrivere; per scrivere romanzi, racconti, poesie il tutto nasce da se stessi e dal rapporto che si nutre con il mondo che ci sta attorno.

A questo punto godiamone un po’ di questo santo libro e in maniera sparsa. Teniamo ben presente la data in cui è comparso: 1952!

“A quanto si dice, in America soltanto una persona su cinque legge libri. Ma anche questo sparuto numero legge di gran lunga troppo. Sono pochi quelli che vivono con saggezza e pienamente. Vi sono stati, e sempre vi saranno libri veramente rivoluzionari – e cioè ispirati e ispiratori. Sono pochi e distanziati nel tempo, naturalmente. Si è già fortunati se ce ne capita una manciata in tutta la vita. Inoltre, non sono questi i libri che fanno invasione tra la grande massa del pubblico. Sono i serbatoi occulti cui attingono gli uomini di minor talento che sanno come richiamare l’attenzione dell’uomo della strada. Il grosso della letteratura, in ogni campo, è composto di idee di bassa divulgazione. La questione - ahimè mai risolta! – è fino a che punto sarebbe utile decurtare la sovrabbondante fornitura di foraggio mediocre. Oggigiorno una cosa è certa: gli illetterati, decisamente, non sono certo i meno intelligenti tra noi.” […]

“Nella nostra epoca, che crede vi sia una scorciatoia per tutto, la lezione più importante da apprendere è che a lungo andare la via più difficile risulta la più facile. Tutto ciò che viene esposto nei libri, tutto ciò che sembra così tremendamente importante e significativo, è appena uno iota di ciò da cui proviene, e con cui chiunque ha il potere di venire a diretto contatto. Tutta la nostra teoria dell’educazione è basata sull’assurdo presupposto che dobbiamo imparare  a nuotare sulla terra prima di affrontare l’acqua. Ciò si riferisce tanto all’esercizio delle arti, quanto al perseguimento del sapere. La creatività viene tuttora insegnata mediante lo studio delle opere di altri, o con l’esecuzione di progetti e disegni che non saranno mai realizzati. L’arte dello scrivere viene insegnata in classe, anzichè nel folto della vita. Agli studenti si continua a presentare dei modelli ritenuti adatti a tutti i temperamenti e a tutti i tipi di intelligenza. Non è da meravigliarsi se si producono migliori ingegneri che scrittori, migliori periti industriali anziché pittori.”[...]

“Non ci rivolgiamo più, per conforto, consolazione o incoraggiamento, ad autori come Maeterlinck. Né ad Emerson, al quale il suo nome è spesso legato. Il loro atteggiamento spirituale oggigiorno è sospetto. Peccato! La verità è che oggi non abbiamo in realtà dei grandi autori a cui rivolgerci se cerchiamo verità eterne. Abbiamo ceduto alla corrente. Le nostre speranze deboli e palpitanti sembrano essere totalmente concentrate sulle soluzioni politiche. Gli uomini si stanno allontanando dai libri, e cioè dagli scrittori, dagli “intellettuali”. Un segno eccellente – se si ritraessero dai libri per volgersi alla vita! Ma è così? Mai è stata così diffusa la paura della morte. La vita e la morte hanno finito per diventare la stessa cosa. Eppure, mai la vita ha contenuto tante promesse come oggi. Mai, nella storia dell’uomo, la questione è stata così evidente – si tratta di scegliere tra creazione e annullamento. Sì, assolutamente, gettate via i vostri libri! Specialmente se oscurano questa situazione. La vita stessa non è mai stata un libro aperto come in questo momento. Ma sapete leggere il libro della Vita? E’ strano, ma ormai clamorosamente visibile, che i soli spiriti giovani e allegri tra di noi siano i “vecchioni”. Costoro continuano impavidamente nella loro opera creativa, infischiandosi delle nere previsioni che avvelenano l’aria. Penso soprattutto a certi pittori, uomini che hanno una massa di opere dietro di loro. Forse la loro visuale delle cose non è mai stata offuscata dalla lettura di troppi libri. Forse la stessa loro scelta professionale li ha salvaguardati da una morbosa, desolata, sterile visione dell’universo. I loro segni e i loro simboli sono di un ordine diverso da quelli dello scrittore o del pensatore. Essi lavorano nel campo delle forme e delle immagini, e le immagini hanno un loro modo di rimanere fresche e vivide. Trovo che il pittore guarda al mondo in maniera più diretta. Ad ogni modo, questi veterani a cui penso, questi allegri “vecchioni”, hanno uno sguardo giovane. Mentre i nostri giovani di anni guardano con occhi offuscati e confusi; sono pieni di timori e paure. Il pensiero che li ossessiona giorno e notte è: chissà se questo mondo non sarà distrutto prima che noi si sia avuta  la possibilità di goderlo?” E non c’è nessuno che osi dirgli che anche se il mondo dovesse essere distrutto domani o dopodomani, ciò in realtà non avrebbe alcuna importanza – perchè la vita che essi bramano di godere è indistruttibile. Come pure, non c’è nessuno che gli dica che la distruzione di questo pianeta o la sua conservazione e la sua eterna gloria, poggiano sui loro pensieri e sulle loro azioni. L’individuo si è ormai identificato, involontariamente, con la società. Sono pochi quelli ancora in grado di vedere che la società è fatta di individui. Che cos’è un individuo? E che cos’è la società, se non la somma o l’aggregato degli individui che la costituiscono?” […]

“Una delle ragioni per cui così pochi di noi agiscono invece di reagire dipende dal fatto che soffochiamo continuamente i nostri impulsi più profondi. Posso illustrare questo pensiero citando, per esempio il modo in cui la maggior parte di noi legge. Se è un libro che ci eccita, che ci stimola a pensare, lo scorriamo in tutta fretta. Non possiamo aspettare di sapere a che cosa ci conduce; vogliamo afferrare, possedere il messaggio nascosto. Succede spesso che in libri come questi ci imbattiamo in una frase, un passaggio, a volte un intero capitolo, così stimolanti e provocatori che comprendiamo appena ciò che stiamo leggendo, tanto la nostra mente è carica di nostri propri pensieri e associazioni. Com’è raro che interrompiamo la lettura per immergerci nel lusso dei nostri pensieri! No, piuttosto li soffochiamo, li sopprimiamo, fingendo che vi ritorneremo a libro finito. Cosa che non facciamo mai, naturalmente. Quanto sarebbe meglio e più saggio, quanto sarebbe più istruttivo e proficuo se procedessimo a passo di lumaca! Che cos’importa se ci vorrebbe un anno invece di pochi giorni per finire il libro? “Ma non ho tempo di leggere i libri a quel modo” si potrebbe obiettare. “Ho tante cose da fare. Ho dei doveri, delle responsabilità”. Appunto! Chiunque parla così  è proprio quello al quale sono rivolte queste parole. Chi teme di trascurare i propri doveri leggendo con agio e con riflessione, coltivando i propri pensieri, trascurerà comunque i propri doveri, e per ragioni peggiori. Forse era destinato che perdeste il vostro posto, vostra moglie, la vostra casa. Se la lettura di un libro può scuotervi così profondamente al punto di farvi dimenticare le vostre responsabilità, allora vuol dire che quelle responsabilità non potevano avere molta importanza - che avevate responsabilità più alte. Se aveste ascoltato le vostre più profonde ingiunzioni avreste battuto un altro sentiero, su un terreno più solido. Ma vi è mancato il coraggio di ascoltare una voce che sussurrava: “volta qui! Bussa a quella porta! Entra in quell’uscio!”. Avevate paura di essere lasciati soli e abbandonati. Pensavate alla sicurezza invece che a una nuova vita, a nuovi campi di avventura e di esplorazione. Questo è semplicemente un esempio di ciò che potrebbe succedere o non succedere leggendo un libro. Estendetelo alla moltitudine di opportunità che la vita offre costantemente, e vi sarà facile vedere perché gli uomini non soltanto diventano eroi, ma anche semplici individui. A seconda del modo in cui si legge un libro, si legge la vita.” 

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Leggendo il “Domenicale” di qualche mese fa (li accumulo a lato del letto e quando sono ispirato ne prendo uno) ho letto questa splendida frase, non ricordo più da quale autore estratta: 

“Pensa da uomo d’azione e agisci da uomo di pensiero”. 

Mi sono subito detto: accidenti che frase! Ma quante cose dice? Quanta critica è contenuta in essa! Quanta descrizione contiene dei nostri tempi! 

Pensa da uomo d’azione e agisci da uomo di pensiero”. La stamperei a caratteri cubitali su uno striscione dieci metri per due e la stenderei svolazzante fuori il balcone e poi la appiccicherei a capo del letto e in ciascuna stanza e la porterei ancora con me sotto forma di adesivo per lasciarla in ogni posto in cui vado. 

E’ una frase straordinariamente intuitiva e visionaria, tagliata apposta per i nostri tempi e, davvero, calza a pennello per uno come me, a cui riesce a lenirgli la paura che ha del prossimo e gli si propone come un metodo, una strategia, un segreto in grado di aiutarlo a districarsi nella vita sociale, aggregata moderna. Uno come me non nutre, infatti, nessunissima fiducia per il prossimo e sta tutto il tempo a ridere e a disperarsi per ciò che fanno gli altri e per ciò che credono di fare, (come canta De Andrè: “tutti sognano di  sé e tu sogni di loro”) e ha infine un terribile timore della fragilità altrui sapendo che da questa, e dai tempi difficili in cui essa va ad imperniarsi, possano scaturire solo sfaceli. Pertanto uno come me va alla continua ricerca di frasi come questa. Una frase come questa, è evidente, non può andare bene per la stragrande maggioranza di individui. Perché oggi la maggiorparte di individui pensa (crede) di pensare da uomo di pensiero e agisce da uomo d’azione - già crede, perché se almeno lo facesse sarebbe un fatto salubre e rispettabile (il problema invece è che si agisce e si pensa staccando completamente la spina dall’interruttore e ci si limita a ondulare come alghe). Infatti, vedete: quanti uomini e donne d’azione ci sono oggi? Quanti corpi tirati e auto e carriere e camminate d’azione, si vedono oggi? Quanti libri, avventure, esistenze, esperienze, decisioni, missioni d’azione ci sono oggi? Neppure la giovinezza  e il sorriso e l’ardore oggi sono più d’azione. Proprio ieri mia moglie a tale proposito mi raccontava di aver visto su You Tube alcuni video di adolescenti nei quali ella rispecchiandosi si era sentita vecchia e morta. “E abbiamo trent’anni” mi ha detto e siamo come i morti!, non abbiamo gioia di vivere, dov’è finita quella sana scanzonatezza, quel prendersi in giro, menarsi pacche sulle spalle, quell’aggressività ilare, quella selvatichezza…In effetti pensandoci oggi il sorriso e la gioia di vivere sono andate a farsi benedire. V’è l’azione! Oggi pensiamo e siamo tutti uomini d’azione in quanto tutti crediamo di avere intanto un quoziente intellettivo fuori dalla media (perché la media è mediocre e come vedete anch’io mi sono impelagato nella stessa convinzione e nello stesso discorso), e poi potenzialità, e capacità superiori, e talenti tali da autorizzarci a farci sentire migliori di una buona spanna sopra gli altri. Tutti saremo in grado di andare sulla Luna, tutti saremo come minimo capaci di fare soldi a palate per comprare un potente shuttle per andarci da soli sulla Luna, senza dar conto a niente e a nessuno, e facendo invidia al vicino! Ma non è vero! Il fatto è che non è vero. Non si è mai vista un’epoca di così tanta mediocrità spacciata per talento. Intendiamoci la mediocrità c’è sempre stata, ma fino ad oggi non era mai stata spacciata per normalità. Ad ogni modo oggi invece di andare sulla Luna, si finisce per andare sull’autostrada tappata di coda, sotto il sole cocente, in utilitarie in cui stiviamo l’intera famiglia, e con i soldi che ci facciamo anticipare con i finanziamenti. Già perché oltre a chiedere finanziamenti per il tostapane, il microonde, la tavola del cesso, i libri scolastici dei bambini, lo facciamo anche per andare in vacanza. Eppure siamo uomini d’azione, non è così! Parliamo di barche, di posti esociti, di locali trendy, di feste alla page, di auto e ville di lusso! Partiamo, già, partiamo per le vacanze, arriviamo in un posto dove ci sono bancomat e pub sulla spiaggia, dove ci sono bungalows dotati di ogni comfort però siamo uomini d’azione (però abbiamo mangiato in un ristorantino in una caletta che non era conosciuto da nessuno e che era gestito da famigliari…) E  poi per vedere quanti uomini d’azione ci sono oggi basta fare un giro oltre che nei negozi di tatuaggi dove si vede gente sfogliare i campionari come se dovesse decidere di acquistare mezzo chilo di pasta o mezzo chilo di pane, all’Ikea. Guardate un po’ come la gente si guarda intorno con aria casual, da loft del Greenich village e annusa, tocca, tasta, studia, misura, analizza, compulsa, discute su ogni singolo prodotto e lo pensa per la propria casa, e lo soppesa secondo i suoi gusti estetici verificandone la conformità. Ciascuno analizza il frutto della propria osservazione quale fosse un prodotto tagliato esattamente su misura per lui, come se quell’oggetto, quell’arnese, fosse studiato e tagliato quale un vestito di sartoria sulla propria persona, o personalità e per la propria abitazione, come se il pezzo fosse originalissimo e allora si illude di comprarlo avendone l’esclusiva. Non sa però che quell’oggetto che posizionerà nel soggiorno o nella cucina è proprio uguale, proprio simile a milioni di altri oggetti che stanno originalmente in altri soggiorni e cucine di altri originalissimi individui che hanno compulsato prima o parallelamente a lui e pertanto che la sua casa non ha davvero alcun elemento distintivo bensì anch’essa pian piano finisce per omologarsi alla personalità della massa e quindi non possedere più alcuna personalità ma essere solo un calco che rende calchi anche le persone che vi vivono ed essere simile a centinaia di altre case sparse in tutto il mondo, per lo meno in Italia. Alla stessa stregua dei tatuaggi che proprio per aver perso il significato originario, per essere diventati moda, hanno perduto ogni accezione, ogni significato anticonformista, perché se esso è massa non può essere anticonformismo e dunque sono ormai disegni privi di ogni significato, che non ornano, non rivestono più del loro significato. Se un tempo essi erano (li usavano i carcerati) simboli di vita travagliata, di virilità, di malavita addirittura e se ancor prima erano simboli etnici, di casta, oggi sul braccio di un impiegato o di un operaio o di una autista che volete che siano? Dovremmo pensare, forse, perché tutti ce l’hanno, che siamo circondati di virili aitanti, pericolosissimi loschi individui dai quali è meglio tenerci alla larga! Ma andare al piano inferiore e vedere le cataste di roba all’Ikea a tre piani, gli scatoloni di diversa misura dovrebbe far pensare proprio a tutti ad un enorme supermercato, e alla prospettiva futura che le case in futuro potranno essere già vendute con l’arredamento interno incorporato, perché del resto quest’ipotesi non è poi così foriera, dacchè se esiste il supermercato del mobile, cioè la massificazione dell’arredamento, non si capisce perché a breve non dovrebbe esserci anche la casa preconfezionata, così come l’entrare in un negozio di tatuaggi e vedere il campionario dovrebbe farci agire da uomini di pensiero e illuminarci sul fatto che andiamo ad acquistare un disegno privo di qualsiasi valore semantico e semiotico. Come l’Ikea e i tatuaggi e le case preconfezionate è così  l’uomo in generale, crede di essere originale, diverso da chi gli sta accanto, migliore, lo deride persino, ma miserabile non si rende conto egli stesso di essere nè più nè meno fragile e inetto di quanto incapace lo è il suo vicino e simile. Se ci pensate è la stessa cosa anche per i libri. Oggi bracciate di libri vengono scaricati nelle librerie di tutto il mondo e i giornali si sbracciano per elogiarli e ritagliare per ciascuno (per tutti) una personalità su misura. Ciascuno di questi libri ha una personalità, ha una voce, un suo linguaggio, uno suo stile riconoscibilissimo, questo secondo le recensioni… allora esce un libro e una catena, un coro, uno sciame ronzante, di voci si innalzano pappagallesche su ogni mezzo di comunicazione (i giornali devono pur riempirsi e allora è meglio scrivere qualche sciocchezza piuttosto che lasciare bianco lo spazio, il che comunque sarebbe molto più rispettoso), e dicono il libro è bello, il libro è brutto, è meglio del primo, l’autore è un po’ decaduto, ha uno stile più compatto, meno deciso, più corposo, è una storiellina, etc, etc. Se ne parla per una settimana, forse un mese, forse addirittura una stagione (se il libro ha parlato di Chiesa, di sesso, di qualche scandalo) e poi i riflettori si spengono Click!, cala il sipario avanti il prossimo libro originalissimo, dalla voce riconoscibilissima, avanti l’altro evento, il libro evento, la testimonianza agghiacciante, il libro che non potete perdere, perché ogni libro è un evento e deve esserlo. Allora pensare da uomo di azione e agire da uomo di pensiero in questo caso significa intanto riflettere sul fatto che la vita è breve e le cose buone e necessarie da leggere sono poche ma non troppo poche, ma soprattutto chiedersi: posso fare a meno di questo libro, cosa mi aggiunge, cosa mi toglie, vale la pena di leggerlo, di impegnare qualche settimana della mia vita preferendolo a un altro.

Pensa da uomo di azione e agisci da uomo di pensiero, allora, è un ottimo metodo e un eccellente toccasana per vivere e corazzarci nei nostri tempi. Significa che chi ha davvero del sale in zucca, del cervello, lo usi per prevedere ed adeguarsi alla corrente trascinante in cui corre la massa, per prevederne le mosse, anticiparle e adattarsi. Significa che pur fingendosi come tanti, mescolandosi e amalgamandosi nella massa come il Diavolo interpretato da Al Pacino nel film “L’avvocato del Diavolo” nella scena in cui Al Pacino, mentre la metropolitana scorre, spiega che è sempre meglio mimetizzarsi, non farsi notare troppo, passare inosservati tra la gente, essere umili, continuare a fissare l’obiettivo che si ha come meta, e non lasciarsi distrarre. Pensare da uomo d’azione significa far funzionare di lena il proprio cervello che è se ce lo siamo dimenticati l’unico elemento in grado di contraddistinguerci (a differenza dei disegni tatuati) ed è il motto che io userei per l’epoca moderna, la medicina che consiglierei a ciascuno (naturalmente quelli in grado di capire). Se mio figlio mi chiedesse ragguagli un giorno su come comportarsi in società, se venisse da me piangendo toccato da un'umiliazione, se avesse bisogno di bussole, di esempi, se si sentisse inadeguato, l’unico sciocco di questo mondo (come io mi sento spesso), gli direi semplicemente pensa da uomo d’azione e agisci da uomo di pensiero. Oggi non si può fare altro, ci sono troppi supereroi in giro, troppi signori, troppi pescatori di altura, troppi scalatori, troppi raffinati, troppi esperti, troppi comunicatori, troppi migliori. 

Insomma è solo una frase, in fondo un piccolo aiuto ma potrebbe esservi d’aiuto quando avrete dei dubbi. Pensateci.  

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1
Ci sono 9 persone collegate

< settembre 2010 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
     
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Abbiamo letto (5)
Contributi liberi (8)
diari di bordo (9)
FuggiCalipso! (7)
Itaca per sempre (20)
Polifemi live (20)
Sondaggio (1)
Tatzepao news (105)

Catalogati per mese:
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Complimenti signor Puglie...
03/09/2010 @ 11:42:02
Di roberta pagnoni
Ancora un grazie a tutti ...
04/02/2010 @ 13:01:54
Di AM
Questo articolo mi ha fat...
27/08/2009 @ 14:00:05
Di Barbara X
Grande! Ringrazio la reda...
14/06/2009 @ 15:20:02
Di Barbara X
Un racconto avvincente da...
06/04/2009 @ 11:31:08
Di RIccardo
Io non ci sarò il 25, ma ...
12/03/2009 @ 09:28:41
Di Barbara X
Bello! Sono musicista, ho...
11/03/2009 @ 10:09:54
Di luca
Caro Andrea, sono content...
27/02/2009 @ 20:39:08
Di Barbara X
Eh si, Barbara X, è arriv...
29/12/2008 @ 15:35:38
Di Angela Siciliano
non vedo l´ora di leggerl...
11/09/2008 @ 18:25:53
Di sabrina
"Però mi dico anche, non ...
20/07/2008 @ 14:31:03
Di Anonimo
Come commento al tuo post...
16/07/2008 @ 23:30:40
Di Barbara X
Vi incollo una mail che q...
30/05/2008 @ 22:25:01
Di Barbara X
Opera magnifica la Sonata...
16/05/2008 @ 13:42:39
Di divin@
Il lago Baikal in Russia ...
07/05/2008 @ 11:36:08
Di Christian
Scusate, quell'anonimo so...
11/04/2008 @ 20:22:09
Di Anonimo
Cito: Non v’è nulla di pi...
11/04/2008 @ 20:17:35
Di Anonimo
ovvio che le persecuzioni...
07/04/2008 @ 22:21:17
Di cix
Sono contenta di aver tro...
18/03/2008 @ 20:07:35
Di Angela Siciliano
Raffaele, sono contenta c...
28/01/2008 @ 20:49:32
Di Anonimo
Grazie per avermi fatto c...
22/01/2008 @ 19:49:52
Di raffaele turturro
Non solo in quest'epoca n...
21/01/2008 @ 20:19:43
Di Raffaele Turturro
Mio caro Mirko, affronti ...
30/12/2007 @ 18:31:36
Di Barbara X
non penso che sia princip...
30/12/2007 @ 16:07:08
Di mirko
Brava Barbara! La traduzi...
28/12/2007 @ 17:45:03
Di Massimo Perinelli
"Oh, quale ineffabile spe...
27/12/2007 @ 09:32:15
Di Ivano
Mi dispiace che ci sia qu...
23/12/2007 @ 16:58:57
Di Barbara X
Grazie a te, Delia, per i...
16/12/2007 @ 11:41:36
Di Barbara X
misteriosa e profonda dol...
15/12/2007 @ 22:50:42
Di Delia Vaccarello
Anche se nessuno ha chies...
06/12/2007 @ 21:00:26
Di Barbara X
mi sono fatta tante doman...
04/12/2007 @ 19:53:36
Di franca
...un testo da rileggere ...
28/11/2007 @ 22:53:19
Di anna
Attualissimo, inquietante...
28/11/2007 @ 11:55:15
Di Benedetta, Roma
personaggi azzeccatissimi...
28/11/2007 @ 11:40:34
Di paola
Particolare, nuovo, inte...
28/11/2007 @ 10:19:40
Di Anonimo
Nuovo e interessanti i di...
27/11/2007 @ 19:41:00
Di Sandra
Nuovo, interessante come ...
27/11/2007 @ 19:39:33
Di Sandra
Grazie per le sensazioni ...
24/11/2007 @ 16:37:06
Di Anonimo
"...La Provvidenza sa que...
06/11/2007 @ 22:45:22
Di Barbara X
Ti fa onore, Valentina, l...
23/10/2007 @ 13:57:40
Di Barbara X
Gentile redazione,ho appe...
06/09/2007 @ 18:16:01
Di Luca Martini
Si si anche qui, c' è pro...
03/09/2007 @ 15:05:26
Di Anonimo
E' un peccato che tu non ...
30/08/2007 @ 19:18:48
Di Antonio
Egr. sig. Luca Martinila ...
18/07/2007 @ 20:30:14
Di Redazione Gingko
io devo contraddire, Ho s...
16/07/2007 @ 19:44:27
Di Anonimo
Ciao a Tutti. Questo libr...
13/07/2007 @ 14:32:59
Di Stefano
A conclusione del pensier...
05/07/2007 @ 18:33:24
Di MASSIMO PERINELLI
Mille caratteri sono poch...
05/07/2007 @ 18:15:50
Di MASSIMO PERINELLI

Titolo
Bianco e nero (5)

Le fotografie più cliccate

Titolo
Quale tematica o aspetto della vita contemporanea italiana sarebbe interessante che una casa editrice con una pubblicazione o con una collana ad hoc affrontasse e sviluppasse?

 Ambiente
 Prostituzione
 Politica e corruzione
 Violenza
 Religione
 Languore culturale
 Immigrazione e integrazione
 Massificazione e solitudine
 Televisione
 Lavoro