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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di redazione gingko (del 03/02/2012 @ 20:25:04, in Tatzepao news, linkato 2 volte)
In uscita a marzo 2012




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Romanzo d’esordio del pluripremiato regista irlandese Graham Jones, “Il matrimonio del Viaggiatore” dà per la prima volta voce a un membro della comunità degli Irish Travellers. Christine, una donna nomade, è furiosa per l’imminente uscita natalizia di un brutale videogioco incentrato su un matrimonio di viaggiatori. Si tratta dell’ennesimo cliché sulla sua comunità. Una nuova offesa finalizzata per giunta al commercio e rivolta, nella forma di un banale intrattenimento, a migliaia di ragazzini. È un’ottima occasione perché la protagonista racconti l’autentica storia del suo popolo.
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Di redazione gingko (del 03/02/2012 @ 20:21:01, in Tatzepao news, linkato 2 volte)


In uscita a Marzo 2012
 

 

 

 

 

 

 

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‘‘Camminare’’ è una meravigliosa esperienza di lettura. Uno di quei sani libri che mettono in testa un sacco di idee e che fa venir voglia di attuarle. Più d’ogni altro libro di Thoreau si avvicina a descrivere il vero significato della vita all'aria aperta e pone domande circa le nostre abitudini di svago e di relax, e su qual è il rapporto che intraprendiamo con il paesaggio, il nostro corpo e il pianeta. L’arte del camminare è la scusa genuina per cercare di ritagliarci il vero spazio possibile della nostra libertà. Sotto l'immagine del cammino, la vita nomade, gioiosa, libera e selvaggia diventa errante e ci pone al di sopra del tumulto rigoroso della società, immergendoci in qualcosa di molto più grande. L'amore appassionato per la natura non addomesticata e i benefici che si possono ottenere trascorrendo almeno un paio d'ore ogni giorno nei meandri ancora incontaminati è una critica alla società materialistica e cementificata, un’anticipazione del moderno ambientalismo.

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Di redazione gingko (del 24/11/2011 @ 08:59:25, in Tatzepao news, linkato 26 volte)

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Di redazione gingko (del 07/11/2011 @ 19:05:53, in Itaca per sempre, linkato 29 volte)

In uscita a novembre 2011

 

Fritz Kreisler, uno dei più grandi e acclamati violinisti di tutti i tempi, venne chiamato a combattere nella battaglia di Lemberg, in Galizia, una delle più cruente carneficine che si verificarono sul fronte orientale della prima guerra mondiale. Dopo un breve periodo fu ferito e congedato con onore, e ricordò la sua esperienza in "Quattro settimane nelle trincee", uno dei racconti più belli che siano mai stati scritti sulla Grande Guerra. Il libro non è mai stato pubblicato prima d'ora in italiano.

(vai alla scheda del libro)

 

 

 

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Di redazione gingko (del 10/10/2011 @ 12:08:35, in Tatzepao news, linkato 40 volte)
DAL 26 SETTEMBRE AL 30 OTTOBRE TUTTI I NOSTRI LIBRI SONO SCONTATI. SPEDIZIONI IN TUTTA ITALIA A SOLI 3,00 EURO. VISITA LO SHOP.        
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Di redazione gingko (del 10/10/2011 @ 12:04:45, in Itaca per sempre, linkato 38 volte)
Compare per la prima volta in edizione italiana l'eccezionale biografia di uno dei giganti della letteratura moderna scritta da Ilya Tolstoj, il terzogenito dei tredici figli dello scrittore e di sua moglie Sófya Andréyevna. Un libro che offre una visione sorprendentemente franca della personalità di Tolstoj. Nella vita familiare come in quella tormentata di scrittore dalla calligrafia orribile, perennemente insoddisfatto dagli innumerevoli fogli imbrattati delle sue continue riscritture, fino all’odio intransigente verso ‘‘Anna Karenina’’.

Uno stile di vita decadente, un’insaziabile voluttà per il cibo, il gioco d'azzardo, le cavalcate nella campagna e l’abilità nella caccia, il ricordo perenne dei suoi genitori morti, l’ambizione e lo sconfinato talento letterario, le giornate scandite dalla scrittura e le liti e il complicato rapporto con Turgenev, il carattere cordiale ma la scarsa propensione alle dimostrazioni di affetto verso i figli, la morte della figlia adorata, la malattia e la fuga da Jasnaja Poljana dieci giorni prima di morire, la crisi spirituale, le persecuzioni politiche, la filosofia morale, l’anarchismo cristiano e il pacifismo caritatevole.

In questa eccezionale biografia di uno dei giganti della letteratura moderna, il terzogenito dei suoi tredici figli offre una visione sorprendentemente franca della personalità di Tolstoj. Nella vita familiare come in quella tormentata di scrittore dalla calligrafia orribile, perennemente insoddisfatto dagli innumerevoli fogli imbrattati delle sue continue riscritture, fino all’odio intransigente verso ‘‘Anna Karenina’’.

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Di redazione gingko (del 10/10/2011 @ 12:02:09, in Tatzepao news, linkato 41 volte)

Repubblica - Firenze intervista Nima Sharmahd. (Clicca su miniatura per leggere l'articolo).

 

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Di redazione gingko (del 10/10/2011 @ 11:59:04, in Tatzepao news, linkato 35 volte)

Il 28 ottobre Mirna Fornasier presenterà Nel silenzio dell'Aquila a Maniago, nell'ambito della decima edizione di ARRAMPICANDO 2011. (Clicca sulla locandina).

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Di redazione gingko (del 01/09/2011 @ 13:05:45, in Tatzepao news, linkato 50 volte)

"Polar Dream" di Helen Thayer è stato recensito da Montagna Tv

 

(Clicca sull'immagine per leggere l'articolo)

e segnalato dalla rivista ufficiale del Cai (club alpino italiano), Lo Scarpone

(Clicca sull'immagine per leggere l'articolo)

 

 

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Di redazione gingko (del 01/09/2011 @ 13:04:56, in Tatzepao news, linkato 38 volte)

Sulla Gazzetta della Val D'Agri segnalazione di "Due volte ombra".

Leggi qui

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Di redazione gingko (del 01/09/2011 @ 12:59:42, in Tatzepao news, linkato 45 volte)

Nicola Viceconti intervistato dal TG3-Rai -agosto 2011

Serata di presentazione "Due volte ombra" - desaparecidos e trovatelli viaggianesi al Mandorleto (Viggiano)

 

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Di redazione gingko (del 01/09/2011 @ 12:53:40, in Tatzepao news, linkato 37 volte)

Un libro di culto dell’esplorazione, una delle più grandi storie di sopravvivenza e di eroismo di tutti i tempi, scritta superbamente da un leggendario avventuriero che fu una delle figure principali del periodo pionieristico delle esplorazioni antartiche.

vai alla scheda del libro

 

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Di redazione gingko (del 01/09/2011 @ 12:32:26, in Tatzepao news, linkato 45 volte)

 

Felicità e matrimonio
Elizabeth Towne
 
Saggio
 ISBN 9788895288291
Pagg.72
euro 12.00

 

Uno dei miti sul matrimonio è che vi renderà felici. Non è sempre vero. Un matrimonio felice dipende dalla felicità che si ha dentro e sposarsi non è necessariamente la chiave per raggiungere la beatitudine eterna. La maggior parte delle persone non è più soddisfatta della propria vita dopo il matrimonio di quanto non fosse prima del matrimonio. Perché un uomo sposato sia significativamente soddisfatto della sua vita è necessario che sua moglie diventi più soddisfatta di se stessa, e viceversa. Avere un coniuge felice può compensare grandi problemi. ‘‘Felicità e matrimonio’’ è un interessante libro di auto-aiuto al mantenimento di un sano rapporto coniugale. Vi aiuta a riflettere sui vostri errori e debolezze, e anche su quei falsi miti che spesso costituiscono la base dei vostri atteggiamenti. Riconoscere tali atteggiamenti vi renderà capaci di cambiare le carte in tavola e ritrovare il rispetto per la vostra persona. L’autrice fornisce un valido strumento per prendere maggiore coscienza del rapporto che ognuno ha con se stesso e con il proprio coniuge, sottolineando, senza retorica, l’importanza del ‘dare amore’, ancor prima del ‘ricevere amore’, osservando la realtà con gli occhi dell’altro, in uno spirito di profondo rispetto e uguaglianza. Il libro rappresenta anche una guida per tutte le aree della vita. Dai problemi di relazione con il proprio compagno, a quelli con i parenti, all’educazione dei bambini. È una lettura che fornisce risposte a molte situazioni difficili. Mostra come migliorare anzitutto il vostro stato d’animo e, quindi, il vostro matrimonio.

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Di redazione gingko (del 29/06/2011 @ 14:35:36, in Tatzepao news, linkato 72 volte)

Mirna Fornasier, autrice del libro "Nel silenzio dell'Aquila" è stata intervistata su "Tutto Green".

(Clicca sull'immagine per leggere)

 

"Nel silenzio dell'Aquila" è stato recensito anche sul blog "Lo sguardo di Arsenio" (leggi qui),

e su "Dolomiti Channels" (leggi qui).

 

Il libro di Nima Sharmahd, "Un'italiana non italiana" è stato segnalato in occasione della presentazione a Firenze su "City - Firenze". (Leggi qui).

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Di redazione gingko (del 29/06/2011 @ 11:11:03, in Tatzepao news, linkato 72 volte)
Nima Sharmahd ha presentato il suo libro alla libreria LibriLiberi di Firenze. I video dell'evento.
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Di redazione gingko (del 29/06/2011 @ 10:43:27, in Itaca per sempre, linkato 103 volte)

Novità Giugno 2011

La giungla

di Upton Sinclair

 

Questo è uno dei libri più importanti e potenti della storia americana,  uno dei romanzi di critica sociale più sconvolgenti mai scritti. Il suo mito ha avuto un impatto terribile sulla mentalità di molti uomini. È un libro tremendamente triste. Particolarmente toccante per chi, in questi giorni, deve lottare per modellare il suo stile di vita con un unico reddito. È anche disgustoso. Non è consigliato a chi ha uno stomaco sensibile. È sufficiente per convincere a diventare vegetariani.

 _______________________________

‘‘La Giungla’’ fu subito acclamato come il romanzo più rivoluzionario della narrativa del secolo. Nel giro di pochi anni venne pubblicato in ventisette lingue e divenne un best-seller in tutto il mondo. Jack London disse che ciò che ‘‘La Capanna dello zio Tom’’ aveva fatto per gli schiavi neri, il libro di Sinclair poteva farlo per la liberazione degli schiavi salariati del capitalismo.

Continua a leggere alla scheda del libro (Clicca qui)

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Di redazione gingko (del 09/06/2011 @ 18:28:59, in Tatzepao news, linkato 71 volte)
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Di redazione gingko (del 09/06/2011 @ 18:25:43, in Tatzepao news, linkato 89 volte)
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Di redazione gingko (del 09/06/2011 @ 18:15:17, in Tatzepao news, linkato 72 volte)
L'edizione fiorentina de L'Unità recensisce il libro di Nima Sharmahd qui.
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La libreria delle donne di Firenze, sempre attenta alla selezione dei testi, ha scritto una bella recensione sul libro di Nima Sharmahd. (Leggi qui)
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Di redazione gingko (del 09/06/2011 @ 17:58:24, in Tatzepao news, linkato 67 volte)
Mangialibri ha recensito il libro di Mirna Fornasier  qui.
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Di redazione gingko (del 17/05/2011 @ 16:45:40, in Tatzepao news, linkato 92 volte)

La señora Estela Carlotto (Presidenta de las Abuelas de Plaza de Mayo) habla de la novela "Dos veces sombra" de Nicola Viceconti - Buenos Aires 29 abril 2011

 

4 mayo 2011, Mendoza, Universidad Aconcagua. El Juez Carlos Parma en el marco de la Presentaciòn de la novela "Dos veces sombra" de Nicola Viceconti.

 

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Di redazione gingko (del 17/05/2011 @ 16:21:07, in Tatzepao news, linkato 101 volte)

Mirna Fornasier ha presentato il suo libro a Lentiai (BL) il 13 maggio 2011

 

alcune foto della serata...

 

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Di redazione gingko (del 14/04/2011 @ 12:07:06, in Tatzepao news, linkato 199 volte)

Mirna Fornasier ha presentato il suo Nel silenzio dell'Aquila a Sospirolo, l'8 aprile 2011. Alcune foto dell'incontro con i lettori.

 

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Di redazione gingko (del 14/04/2011 @ 11:23:10, in Tatzepao news, linkato 108 volte)

Chiara Moltoni, autrice di Anche gli uomini  fanno coccode', intervistata dalla Gazzetta d'Alba in occasione della presentazione del libro alla libreria Mondadori di Alba, sabato 16 aprile.

 

 

Clicca sulla miniatura

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Di redazione gingko (del 07/04/2011 @ 18:03:36, in Tatzepao news, linkato 123 volte)
DUE VOLTE OMBRA è uno dei pochissimi libri in circolazione in Italia che racconta il dramma dei bambini rubati ai desaparecidos argentini, privati della loro vera identità e adottati illegalmente. Uno dei pochissimi libri che affronta il problema dell'IDENTITA' NEGATA che, a distanza di più di trent'anni, in Argentina è ancora un problema politico e sociale scottante. Nicola Viceconti ricostruisce la storia di una neonata trafugata dalla dittatura militare che, da adolescente, si ricongiunge alla sua vera famiglia ed è costretta a mettere in discussione l’intera esistenza. Il volume è arricchito dalla toccante testimonianza di uno dei nietos ritrovati dalle Abuelas de Plaza de Mayo e contiene una nota di Estela Carlotto, presidente delle "Nonne". Il romanzo ha ottenuto il patrocinio di importanti istituzioni e associazioni che si occupano, anche qui da noi, in Italia, del ritrovamento dei nietos. La postfazione è a cura di Carlos Parma, giudice di Mendoza, importante figura del mondo giuridico argentino, che si è occupato per anni della questione dell'identità rubata.

Approfondimenti sulla scheda del libro.

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Di redazione gingko (del 14/03/2011 @ 16:39:39, in Tatzepao news, linkato 247 volte)

Un'italiana non italiana 

di Nima Sharmahd

_______________

Un delicato e poetico romanzo di un'iraniana nata a Londra, che vive in Italia e parla fiorentino.

 

 

Vai alla scheda completa

 

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Di redazione gingko (del 14/03/2011 @ 16:39:39, in Tatzepao news, linkato 104 volte)
 

Mirna Fornasier intervistata sul magazine ''IncontrArte''. (Leggi qui).

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Di redazione gingko (del 16/12/2010 @ 14:37:41, in Tatzepao news, linkato 168 volte)

Chiara Moltoni, autrice di "Anche gli uomini fanno coccodè, intervistata sul free-press "Rivisto".

(Per leggere clicca qui).

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Di redazione gingko (del 16/12/2010 @ 11:07:09, in Tatzepao news, linkato 481 volte)

Mirna Fornasier è stata intervistata dalla trasmissione di Rai International "Taccuino Italiano - eccellenze", in una puntata dedicata alle Dolomiti. Ascolta.

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Di redazione gingko (del 13/12/2010 @ 19:53:33, in Tatzepao news, linkato 152 volte)
Sergio Paoli autore de Al termine del servizio redigere dettagliata relazione, intervistato sul numero di dicembre della rivista umoristica. Leggi qui
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Di redazione gingko (del 13/12/2010 @ 19:53:33, in Tatzepao news, linkato 188 volte)

Mirna Fornasier | La voce di Lentiai

leggi qui l'articolo

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Di redazione gingko (del 13/12/2010 @ 19:53:33, in Tatzepao news, linkato 149 volte)

Nicola Viceconti con il suo Cumparsita si è classificato primo nella Sezione Narrativa Edita 2010 del Premio Nazionale di Poesia città di S.Giorgio  a Cremano. (Guarda alcune foto della cerimonia).

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Di redazione gingko (del 25/11/2010 @ 10:37:04, in Tatzepao news, linkato 159 volte)
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Di redazione gingko (del 25/11/2010 @ 10:37:04, in Tatzepao news, linkato 146 volte)

Cumparsita è stato recensito sul Corriere della sera.it. Leggi qui

Una nuova recensione del libro su La Nuova Basilicata. Leggi qui

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Di redazione gingko (del 25/11/2010 @ 10:37:04, in Tatzepao news, linkato 179 volte)

Venerdì 10 dicembre 2010, alle ore 18.30 - Sala Convegni del Comune di Ciampino,  la giornalista, scrittrice e nota speaker radiofonica Roberta Calce 

   

 

Presenta

“Cumparsita” di Nicola Viceconti

 Emigrazione Italiana e Tango – Concerto e Presentazione Libro  

   

L’evento, patrocinato dal Comune  e dalla Proloco di Ciampino, prevede uno spettacolo-concerto di Tango e di cultura rioplatense. Nel corso della serata  sarà dedicato un breve spazio culturale all’emigrazione italiana in Argentina e Uruguay a cura del sociologo Nicola Viceconti (autore del libro) e della Professoressa Virginia Sciutto (Università L’Orientale di Napoli).  

Parteciperanno i seguenti artisti:  

Ana Karina Rossi  

Jorge Omar Sosa  

Ivan Petrilli  

Antonio Cillis  

Cinzia Sicali  

Insegnanti ballerini della scuola di tango Milonga Pop: Falvia Valentini, Marta Di Benedetto, Carmen Scorpo, Davide Gasperini, Giuseppe Pizzini, Manuele Marconi

 

Ospiti d’onore della serata: Natalia Ochoa e Daniel Montano, ballerini professionisti di tango argentino, fondatori della citata scuola Milonga Pop. 

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Di redazione gingko (del 25/11/2010 @ 10:37:04, in Tatzepao news, linkato 188 volte)

Domenica 12 dicembre 2010, grazie all’organizzazione di Helga Corpora e Andrea De Dominicis, maestri di tango della scuola Helga&Andrea T.A.N.G.O de L’Aquila, ”Cumparsita” di Nicola Viceconti verrà presentato nella “Milonga di Camila”, la milonga Aquilana!!

 

Proiezione del Trailer di “Cumparsita” realizzato da Giulio Procaccia 

  

“… Alla fine della cena avvenne qualcosa di straordinario. La musica di un tango invase la sala. Erano le note inconfondibili di mi noche triste del grande Carlos Gardel, quello che recitava l’amore sentimentale e nostalgico. Per un attimo tutti si fermarono, il mormorio si spense. Io e Javier ci guardammo, compiaciuti di com’eravamo stati capace di organizzare quella magnifica sorpresa. Restarono tutti in silenzio ad ascoltare, come ipnotizzati, quella canzone, poi, seguì Recuerdo di Alberto Castillo…”
Tratto dal capitolo “Un biglietto, una mattina”

 

La serata sarà allietata da Mariateresa Piccoli che leggerà “Milonga all’Alvarez”, un breve passo del romanzo dedicato al tango, e dalla ballerina Cinzia Sicali che si esibirà in “Milonga sentimental”.  

 
 Cinzia Sicali

 

“Milonga di Camila”: presso “Dancing Aquila Bianca”, Via Pian Di Cerro, loc.Fossa – L’Aquila. Ingresso 10,00 euro, Milonga + ricca cena buffet di prodotti tipici abruzzesi offerto dall’organizzazione. Uscita autostradale L`Aquila est, seguire indicazione strada statale 17 per Pescara. Al bivio di S. Gregorio seguire a destra la strada per San Demetrio. Dopo circa 2 Km girare a destra (strada con indicazione Fossa). Procedere lungo il rettilineo, superare il passaggio a livello e dopo il rilevatore lampeggiante di velocità, 50 metri a sinistra (stradina con l`indicazione “dancing Aquila Bianca” prima del ponte; ancora 2 km e…. sentirete il profumo del tango…

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Di redazione gingko (del 25/11/2010 @ 10:37:04, in Tatzepao news, linkato 144 volte)
Nell’ambito delle attività culturali organizzate dal Comune di Marino in occasione delle prossime festività natalizie, sarà presentato “Cumparsita” in uno spettacolo-concerto dedicato al tango.  

   

Museo Civico di Marino – 19 dicembre 2010 (h. 18,00) P.zza Matteotti, 13 

    “TANG’ART ”

 

presenta

    

“CUMPARSITA” di Nicola Viceconti 

    

Proiezione trailer  del romanzo realizzato da Giulio Procaccia    

Concerto di Ana Karina Rossi, Jorge Omar Sosa, Ivan Petrilli 

Esibizione degli insegnanti della scuola di tango di Natalia Ochoa e Daniel Montaño 

 


 

 

 

Ana Karina Rossi y Jorge Omar Sosa  

   

 

 

Nicola Viceconti racconterà quali sono stati gli aneddoti, le persone e le situazioni che hanno ispirato la scrittura di “Cumparsita”. L’attore di teatro Antonio Cillis leggerà due brevi letture tratte dal romanzo, una dedicata alla magia del tango (“Milonga all’Alvarez”) e l’altra dedicata al fenomeno dell’emigrazione (“Il Viaggio”).    

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Di redazione gingko (del 25/11/2010 @ 10:37:04, in Tatzepao news, linkato 142 volte)
Nell’ambito delle attività culturali organizzate dal Comune di Marino in occasione delle prossime festività natalizie, sarà presentato “Cumparsita” in uno spettacolo-concerto dedicato al tango.  

   

Museo Civico di Marino – 19 dicembre 2010 (h. 18,00) P.zza Matteotti, 13 

    “TANG’ART ”

 

presenta

    

“CUMPARSITA” di Nicola Viceconti 

    

Proiezione trailer  del romanzo realizzato da Giulio Procaccia    

Concerto di Ana Karina Rossi, Jorge Omar Sosa, Ivan Petrilli 

Esibizione degli insegnanti della scuola di tango di Natalia Ochoa e Daniel Montaño 

 


 

 

 

Ana Karina Rossi y Jorge Omar Sosa  

   

 

 

Nicola Viceconti racconterà quali sono stati gli aneddoti, le persone e le situazioni che hanno ispirato la scrittura di “Cumparsita”. L’attore di teatro Antonio Cillis leggerà due brevi letture tratte dal romanzo, una dedicata alla magia del tango (“Milonga all’Alvarez”) e l’altra dedicata al fenomeno dell’emigrazione (“Il Viaggio”).    

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Di redazione gingko (del 04/11/2010 @ 17:35:17, in Tatzepao news, linkato 269 volte)

E' in arrivo Anche gli uomini fanno coccodè, di Chiara Moltoni, di cui potete gustarvi per il momento lo spassoso video trailer qui di sotto. Si tratta della storia di una single dei nostri giorni alle prese con il testosterone maschile. E' un libro esilarante e intelligente, con una morale che fa riflettere...

 

 

Vai alla scheda completa

 

 

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Di redazione gingko (del 04/11/2010 @ 17:22:24, in Tatzepao news, linkato 145 volte)

Chiara Moltoni si è divertita un mondo a girare questo gustoso trailer per il suo nuovo libro...

 

 

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Di redazione gingko (del 04/11/2010 @ 15:24:47, in Tatzepao news, linkato 163 volte)
Cumparsita di Nicola Viceconti è stato segnalato su Il Fatto quotidiano (leggi qui)
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Di redazione gingko (del 04/11/2010 @ 15:24:47, in Tatzepao news, linkato 299 volte)

Nel silenzio dell'Aquila di Mirna Fornasier stato recensito su:

Il Veses (leggi qui).

Inchiostro, rubrica di Radio Bari Città Futura.

Leggi l'articolo

Ascolta di seguito la recensione radiofonica.

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Di redazione gingko (del 25/10/2010 @ 11:51:12, in Tatzepao news, linkato 169 volte)

IN ARRIVO

Polar dream

 

 

visita la scheda del libro

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Di redazione gingko (del 25/10/2010 @ 09:50:16, in Tatzepao news, linkato 150 volte)

In arrivo

Nandy - il ragazzo che venne dal freddo

Personaggio originale, inedito, il giovane Nandy non sogna affatto di attirare l’attenzione di giornali, rotocalchi ed emittenti televisive. Ma con quei tratti grezzi del volto e la sua corporatura massiccia, egli rappresenta pur sempre una bizzarra anomalia nel tessuto variegato della società americana contemporanea. Così, quando viene divulgato accidentalmente il segreto della sua nascita, si scatena su di lui il finimondo. È immediatamente trascinato sotto le luci della ribalta, conteso, manipolato e messo in vetrina come una curiosità zoologica, un fossile vivente, sottoposto all’implacabile logica mercantile dell’uomo cosiddetto ‘‘moderno’’. Testimone critico delle nostre abissali contraddizioni e onda anomala nel mare agitato degli affari, dopo le alterne vicende di un percorso accidentato, Nandy s’infrangerà inesorabilmente contro le infide scogliere dell’impero spietato dei media.

 

 Romanzo
 ISBN 9788895288239
Pagg.456
euro 14.00

 

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Di redazione gingko (del 21/10/2010 @ 09:54:42, in Tatzepao news, linkato 144 volte)

Nel silenzio dell'Aquila di Mirna Fornasier è stato recensito in due articoli sul Corriere delle Alpi e sul Gazzettino.

Clicca sulla miniatura degli articoli per leggere.

 

            

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Di redazione gingko (del 21/10/2010 @ 09:50:21, in Tatzepao news, linkato 165 volte)

L'autrice ha presentato il suo libro a Limana (BL), venerdì 24 settembre 2010, presso la Biblioteca comunale e ha ripetuto la serata a Dosoledo (BL), sabato 25 settembre 2010, presso la Sala Polifunzionale. (guarda le foto).

 

Le altre tappe del tour promozionale sono:

venerdì 22 ottobre ore 20,30 Palazzo delle Mostre a Trichiana (Comune di Trichiana)
lunedì 25 ottobre ore 18,00 Auditorium di Belluno (Oltre le Vette - Fidapa - Ist. per la storia del Risorgimento)
mercoledì 27 ottobre ore 20,30 sala frazionale di Chies d'Alpago (rassegna "Chies e le sue montagne")
giovedì 28 ottobre ore 18,30 Sala degli Stemmi - Piazza Maggiore di Feltre (rassegna naz. "Ottobre, piovono libri")
venerdì 5 novembre ore 20,30 sala consigliare di Canale d'Agordo (Biblioteca Canale d'Agordo, CAI Agordo)
giovedì 16 dicembre ore 20,30 Centro sociale Tres di Lentiai (Comune di Lentiai)

 

clicca sulle locandine per saperne di più...

              

 

       

Il corriere delle Alpi ha segnalato il libro di Mirna Fornasier qui

Alpinia lo ha recensito qui

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Di redazione gingko (del 21/10/2010 @ 09:29:37, in Tatzepao news, linkato 159 volte)

Preoccupati dei vivi di Andrea Moretti, è stato recensito sul Notiziario Anpi di Reggio Emilia (leggi qui).

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Di redazione gingko (del 21/10/2010 @ 09:29:37, in Tatzepao news, linkato 158 volte)

Cumparsita, di Nicola Viceconti, recensito su Mangialibri (leggi qui)

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Di redazione gingko (del 01/10/2010 @ 19:00:05, in Tatzepao news, linkato 244 volte)

Il 22 settembre 2010 Mirna Fornasier ha presentato il suo libro in occasione del ritrovo di OLTRE LE VETTE AL RIFUGIO 7° ALPINI.  Dell'evento è uscito un bell'articolo fotografico che potete leggere e vedere qui 

Per visitare il sito www.oltrelevette.it 

  Mirna Fornasier autrice del libro Nel silenzio dell’aquila

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Di redazione gingko (del 01/10/2010 @ 09:46:31, in Tatzepao news, linkato 349 volte)

Mirna Fornasier ha presentato il suo libro Nel silenzio dell'Aquila a Limana (BL), venerdì 24 settembre 2010, presso la Biblioteca comunale. Queste sono alcune foto della serata.

L'autrice ha ripetuto la serata a Dosoledo (BL), sabato 25 settembre 2010, presso la sala Polifunzionale.

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Di redazione gingko (del 30/09/2010 @ 16:25:57, in Tatzepao news, linkato 194 volte)

Novità settembre 2010

 

Ortocultura/Cucina/ Natura

 

Il mio orto e quello del vicino

di Assunta Mereu

 

'' ...al di fuori del mio orto, non ne ho mai desiderati altri... ''

 

 

Baiguo | Saggio di filosofia culinaria | pagg. 56 |  

ISBN 978-88-95288-17-8 | euro 11.00

 

Siccome i consumi seguono la logica del palato contraffatto, della tendenza e della praticità, la maggior parte delle persone, senza preoccuparsene, continua a comprare pomodori e zucchine in dicembre, cerca i pisellini in ottobre e vorrebbe la zucca in aprile! Il fatto è che, ormai, non c’è più tempo per rimanersene sdraiati tra il verde profumo dell’erba. Appropriarsi dei doni che la natura ci mette a disposizione è, fra tutti, il passaggio che richiede più tempo e pazienza, ed è stimolante in quanto è uno degli ultimi passi che si muovono per arrivare alla gioia dei sensi. Per quel che mi riguarda, al di fuori del mio orto, non ne ho mai desiderati altri. 

 

Saggio di filosofia culinaria, breviario di buona tavola, raccolta di ricette, inno all’amore per la vita vegetale, animale, umana, grido di ritorno alla semplice essenzialità dei processi biologici, ma anche monito alla parsimonia e alla sobrietà alimentare, critica sociale e romanzo esistenziale, questo piccolo libro di difficile catalogazione è un fiume di gioia,tranquillità, profumi, emozioni. L’orto, le ricette, i frutti e la verdura, la vita semplice di campagna, la fanciullezza e la comprensione per le persone, l’attaccamento alle piccole cose, l’orgoglio del vedersi sbocciare la natura fra le mani, il prendersi il giusto tempo per prestare cure alla propria vita, Il mio orto e quello del vicino è un concentrato di lucida armonia, un’insolita voce che per il suo genuino anacronismo difficilmente si reputerà trascurabile.

 

Scheda del libro

L'autrice

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Di redazione gingko (del 29/09/2010 @ 19:01:21, in Tatzepao news, linkato 178 volte)

Cumparsita, di Nicola Viceconti, ha ottenuto il patrocinio morale dell'Ambasciata dell'Uruguay in Italia, in relazione alla diffusione della cultura rioplatense che il tango e in particolare Cumparsita rappresenta per il paese.

EVENTI:

Giovedì 28 ottobre 2010, alle ore 18.30, presso la Casa della Cultura dell’Ambasciata Argentina di Roma, Via Veneto 7, Cumparsita sarà presentato dall'autore in un suggestivo percorso narrativo-musicale.

Il 14 novembre 2010, alle 18.30, presso l'Antu' di Roma, Nicola Viceconti ripeterà una serata di promozione del suo libro.

Venerdì 10 dicembre 2010, alle ore 18.00, Roberta Calce (speaker radiofonica di Radio SUBASIO) presenterà insieme all'autore il libro nella Sala Convegni del Comune di Ciampino.

Nicola Viceconti intervistato su  RTL 102,5  il 10 settembre 2010. Clicca sull'immagine.

SPECIALE CUMPARSITA | SERATE DI PRESENTAZIONE CUMPARSITA AGOSTO 2010 BASILICATA  

 
 
speciale cumparsita agosto 2010 
 
 
 
 
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speciale cumparsita agosto 2010 

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Scheda del libro

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L'autore

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Guarda i video, le interviste radiofoniche, le segnalazioni tv

Guarda tutti gli altri video dell'autore

Guarda i video speciali delle serate-presentazione con musica e tango

 

Cumparsita segnalato su La Nuova Basilicata. Clicca qui 

 

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Di redazione gingko (del 29/09/2010 @ 19:01:21, in Tatzepao news, linkato 177 volte)

L'ombra del Duomo di M.Pontes A.Sora segnalato su Leggere:tutti di settembre 2010. Clicca qui

L'ombra del Duomo di M.Pontes A.Sora recensito su Mangialibri. Clicca qui

Matteo Pontes, coautore de L'ombra del Duomo, intervistato su Radio24, al programma "La zanzara". Clicca sull'immagine.

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Di redazione gingko (del 08/07/2010 @ 20:07:49, in Tatzepao news, linkato 330 volte)

Marco Moretti, direttore di Radio Città Futura (RM) intervista Nicola Viceconti, autore di Cumparsita nella trasmissione "Le strade di Roma". 8 luglio 2010.

 

 

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Gentile dott. Cruciani, non dirò nulla di nuovo e non andrò ad aggiungere alcunché di originale a quanto si dice generalmente sull’informazione nel nostro paese, tuttavia una cosa ce l’ho proprio qui sul groppo ed è necessario che me ne liberi per non soffocare o morire di crepacuore, poi proprio prima delle ferie che anelo da più di un anno. Sapevamo sin dall’inizio alla Gingko che sarebbe stato difficile che il libro pubblicato di recente “L’ombra del Duomo”, che tratta dell’attentato a Silvio Berlusconi ad opera di Tartaglia, non avrebbe avuto di certo riscontri positivi sui media italiani. Era immaginabile. Gli articoli su Libero, Destra News, quello dell’onorevole Francesco Storace erano già ovvi e ‘insiti’ direi ancor prima che il libro uscisse. Ciononostante, in merito alla sua intervista su Radio 24, nell’ambito della trasmissione “La Zanzara”(30 giugno 2010), a uno dei nostri autori Matteo Pontes, viene davvero una grande amarezza, un senso di fastidio, e un profondo disgusto. A prescindere dalle tesi, dall’oggetto stesso dell’intervista, dai destinatari etc - si fosse parlato di cavoli o zucchine, dell’uomo sulla Luna o dei Neanderthal, ciò che contava a mio modo di vedere era che si aveva (lei aveva) l’occasione di approfondire un qualcosa e ascoltare un parere diverso, di sentire un’altra voce, un’opinione, e quindi di discorrere con qualcuno, confrontarsi, magari anche polemizzare per l’amore della verità, e invece tutto questo è stato sprecato e mandato al macero semplicemente per una energia di supponenza incontrollata, e una superficialità che di certo non le guadagnerà il Pulitzer perché, credo, la guida da sempre. Per una sottomissione, aggiungerei, all’aggressività che è quella di coloro che forse ne hanno preso troppe e adesso anticipano le probabili percosse, anche se spesso non arrivano. Deve sapere, caro Cruciani, che il mondo non è fatto solo di bestie che sbranano, ma anche di gente pacifica, idealista, sincera, che parla, cresce, si confronta, si informa. Aggressività non sempre significa vincere, e non sempre significa rigore, esattezza, e soprattutto nel giornalismo è l’esatto contrario antidoto alla professione di conoscenza. Un giornalista dovrebbe per suo dna essere paziente e avere una sola dote: la capacità di ascolto. Saper ascoltare, non parlare, non dare sulla voce, avere pazienza e sentire ciò che la gente ha da dire. Giornalismo è ascolto, è tenere le orecchie ben aperte, perché se si ascolta bene si può capire. Chi non ascolta, chi da’ troppo fiato e parla sempre lui è un povero stolto che esce di casa la mattina con un’idea e racconterà sempre quella senza crescere di un briciolo. La sua intervista, d’altro canto, ancora una volta, attesta il nostro provincialismo, il nostro pressapochismo, la nostra superficialità, il nostro bisogno di avere un padrone, di sentirci parte di un gruppo. Ha dato l’immagine di ciò che siamo in realtà: gente che ha bisogno di una parrocchia, di una fazione, di una parte. Nel suo caso, forse mi sbaglio (ma è anche questa un’opinione!), io la reputo una persona abbastanza libera, ma purtroppo anche lei non sfugge a un padrone ancor più tirannico: il se stessi, il proprio ego, i preconcetti. Questo padrone è ancora più nocivo nel giornalismo che un editore tiranno. Mi permetta di dirle che informazione significa spalmare su una tavolozza bianca colori, sfumature, tonalità e, sulla base della commistione tra queste, andare poi ad offrire la tavolozza al pubblico che dipingerà da sé il dipinto. Non significa avere la tavolozza già bella e pronta e  andarla a spiaccicare su una tela peraltro già abbozzata. Il fatto è che lei nemmeno se ne accorge, perché sin dall’inizio, sin da quando ha iniziato a fare il giornalista ha fatto esattamente quello che facevano e hanno sempre fatto tutti gli altri. Non ha avuto esempi differenti, non ha potuto vedere altro e adesso cosa fa? Quello che fanno tutti. Se tu nasci in una famiglia dove tuo padre picchia tua madre, molto, molto probabilmente picchierai la tua fidanzata etc etc, non è così?  Dunque, l’informazione in Italia, che adesso anche lei rappresenta, è troppo interessata, troppo politica , troppo poco sincera o troppo… Caro Cruciani non ha neppure letto il libro, glielo abbiamo mandato noi ma non in tempo per l’intervista. Ha sbagliato persino il titolo del libro (non “All’ombra del Duomo”, ma “L’ombra del Duomo”). Lo ha definito “uno strano libretto”, ma non sarebbe stato meglio leggerlo lo strano libretto? Non sarebbe stato meglio essere veramente, sinceramente curiosi e poi parlarne, chiedere, informarsi, capire. Capire perché due giovani, due italiani, due bravi ragazzi decidono un giorno di scrivere e di sostenere una tesi. Crede davvero che due ventenni abbiano potuto scrivere un libro del genere perché asserviti a un qualche interesse? Conosce lei il candore, l’idealismo, la voglia di cambiare le cose? Non sempre tutto è marcio, tutto di parte. Esiste anche la giovinezza, l’entusiasmo! Conosce lei l’entusiasmo? Non è stato anche lei rivoluzionario negli anni della sua giovinezza? Non ha bruciato anche lei di passione ai suoi tempi? Per qualcosa in cui credeva? In ogni caso, non è suo compito e prerogativa sostenere che una tesi sia vera o falsa, una qualsiasi tesi, capisce? Lei deve raccontare, fornire al pubblico gli strumenti per giudicare, non giudicare. La gente giudica da sé, non ha bisogno di veicoli. In Italia invece si ha la presunzione di voler giudicare per gli altri. I giornalisti sono tutti predicatori o arringatori delle folle. Un giornalista racconta, non giudica, mai. Se è al tavolo con gli amici giudica, ma se espleta la sua funzione, che è sempre pubblica, Cruciani, sempre pubblica anche quando è dichiaratamente di parte, si limita a registrare i fatti. Lei ha registrato i fatti o ha giudicato? Se ha giudicato non è un giornalista ma un arringatore o un predicatore. Be', quale preferisce? Lei ha letto i fatti che vengono esposti nel libro? E’ stato curioso di leggerli?  Dato che non l’ha fatto, si è mostrato un esempio lampante di tutto ciò che giornalismo non dovrebbe essere. Se bisogna intervistare qualcuno, bisogna avere la compiacenza di starlo a sentire, la compiacenza di essere onestamente curioso di ciò che vorrebbe sostenere. E’ la data di nascita e l’età dell’intervistato cosa contano? Forse bisognava chiedere anche il codice fiscale, se era gay e se intende sposarsi in chiesa o in municipio? Che razza di domande sono. Lei crede davvero in ciò che ha scritto, ha chiesto al nostro autore. Potrei ribatterle: ma lei crede di aver fatto un servizio al suo pubblico nell’aver svolto un’intervista del genere? Crede di essersi arricchito, di esser cresciuto, di aver appreso qualcosa di nuovo? Crede di aver ascoltato? Francamente penso di no. Ha solo parlato. Si è riempieto le orecchie di se stesso. Crede che la gente, il suo pubblico abbia voluto sentire lei, o avrebbe avuto desiderio di conoscere quello che aveva da dire l’intervistato? Crede che il suo pubblico sia stato informato adeguatamente?

Mi permetta un ultimo appunto: Lei parla di “operazione del libro”. Vorrei dirle con grande chiarezza che con i libri non si fanno operazioni. Almeno noi non ne facciamo. Come editore, personalmente, e noi alla Gingko, forse a differenza di qualcun altro, non abbiamo nessun padrone, siamo liberi come l’aria, non abbiamo bisogno di ingrassare le nostre casse perché siamo già squattrinati e ne siamo fieri e i soldi non sono la nostra primaria preoccupazione. Siamo ricchi di ideali, capisce! Facciamo libri per amore dei libri e quando ne pubblichiamo uno è perché ci crediamo, non perché dobbiamo crederci o ci dicono di crederci. Sopra di noi non c’è nessuno a cui dar conto e ogni cosa che facciamo la facciamo con sincera convinzione. Quindi, se posso concludere questa piccola modesta lezione di giornalismo, le dico: cerchi d’ora in avanti di essere più curioso. Se vuole fare bene il giornalista, ascolti! Si informi e legga tutto, non solo quello che ritiene interessante. Cultura significa esser sempre aperti e sempre pronti a smentirsi. Curiosi significa crescere, cambiare, migliorare e forse diventare saggi. Ci pare che queste doti, almeno per il momento, non le appartengano. Ascolti Cruciani, ascolti, o cambi mestiere e si dia alla politica. Ecco: i politici parlano e non ascoltano. Ma un uomo dovrebbe ascoltare più che parlare.

L’Editore

Alessandro Pugliese

Codice fiscale: pgllsn77b16c349t

ETA’: 33

Non sposato. Ma se lo farò, mi sposerò in municipio.

Preferenze sessuali: eterosessuale.

(questo in modo che abbia una completezza di informazioni)

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Di redazione gingko (del 05/07/2010 @ 15:47:18, in Tatzepao news, linkato 212 volte)

Al link seguente, potrete ascoltare l'intervista di Giuseppe Cruciani al nostro autore Matteo Pontes (L'ombra del Duomo). Trasmissione "La Zanzara", 30 giugno 2010.

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Di redazione gingko (del 03/07/2010 @ 12:14:29, in Tatzepao news, linkato 178 volte)

La presenza, negli ultimi giorni, degli articoli sul quotidiano “Libero” e sul blog dell’On. Storace riguardo il nostro libro “L’Ombra del Duomo”, presentano purtroppo una totale mancanza di quel senso critico base di una solida democrazia. Non dando peso alle parole di stima e di lode che ci hanno dedicato, quali “complottisti, folli e drogati”, è  invece la totale mancanza di coerenza e della verità che ci stupisce. L’articolo di Libero afferma, infatti, di essere stato inserito tra i media compiacenti all’attentato. Innanzitutto, da parte nostra, non è mai stato affermato un coinvolgimento preventivo dei giornali sull’attentato ed inoltre sul nostro “strano volumetto” (come definito nell’articolo) si cita semplicemente un editoriale del vicedirettore Carioti ed in particolare una sua frase dove affermava che la domenica successiva  ci sarebbero stati i fuochi d’artificio. Però l’assurdo viene a palesarsi sul blog dell’On. Storace che ci ha dedicato un articolo dal titolo “La chiamano cultura”. Ebbene, oltre ad aver dato degli imbecilli a coloro che non escludono l’ipotesi di un falso attentato, inglobando in questa categoria anche Gioacchino Genchi, Sonia Alfano ed altri, ha cercato, lui, di darci una lezione di cultura. On. Storace se dovessimo plasmare la nostra idea di cultura alla sua, ciò implicherebbe il dover cominciare una rissa in consiglio regionale ed essere processati per il Laziogate. Purtroppo, preferiamo rimanere gli “imbecilli che gridano al complotto” con la consapevolezza di aver scritto un libro che, volente o dolente, sembra catturare la curiosità di diverse persone. Naturalmente tutti “imbecilli” è chiaro. 

Gli Autori

Matteo Pontes 

Andrea Sora

 

 

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Di redazione gingko (del 30/06/2010 @ 15:36:55, in Tatzepao news, linkato 196 volte)
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Di redazione gingko (del 30/06/2010 @ 15:08:17, in Tatzepao news, linkato 191 volte)

CUMPARSITA di Nicola Viceconti verrà presentato in anteprima in tre tappe estive:

Venerdì 9 luglio 2010, in occasione della manifestazione Tango vacanza Palinuro” .

Il 17 agosto 2010 alle ore 21.00 nell'ambito della programmazione estiva del comune di Acerenza (PZ).

Il 18 agosto 2010 alle ore 21.00 nel comune di Viggiano(PZ).

L'evento a Viggiano vedrà la partecipazione di Ana Karina Rossi e musicisti e ballerini di Tango Argentino. Per approfondire le biografie degli artisti, clicca qui

 

 

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Di redazione gingko (del 28/06/2010 @ 09:21:28, in Polifemi live, linkato 203 volte)
Da un articolo comparso il 25 giugno sul quotidiano LIBERO, (clicca sulla prima pagina, in basso), a firma di Francesco Borgonovo, responsabile Cultura, sul libro di Matteo Pontes e Andrea Sora si apre un coro di critiche da: l'on. Francesco Storace (clicca qui). Destra news (clicca qui). Il Fazioso (clicca qui).
 
 

 
 
Per amor di verità ci permettiamo di replicare al dott. Borgonovo che non è anormale e non deve stupirsi che un piccolo editore compaia in una grande libreria del centro (Feltrinelli, Milano) e ad esso venga data visibilità e spazio. Dovrebbe essere così - e per fortuna spesso lo è - in un paese democratico come il nostro. Anche perché l'Italia è ancora un paese democratico.  Non si tratta di piccoli e grandi editori. I libri camminano con le proprie gambe. Se i libri sono interessanti e la gente li legge e apprezza... in ogni caso nessun accordo recondito o misterioso tra la Gingko e la Feltrinelli. 
 
 
 
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Di redazione gingko (del 27/06/2010 @ 11:25:31, in Tatzepao news, linkato 195 volte)

Da Luglio 2010 i nostri volumi saranno promossi e distribuiti da CDA - Lazio.

CDA

via Pasquale II N° 33

00168 - Roma (RM)

Pe contattare il distributore visita la pagina "Distribuzione" sul nostro sito.

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Di redazione gingko (del 27/06/2010 @ 11:09:57, in Tatzepao news, linkato 200 volte)

Il poliziesco visto dall'interno - una recensioni comparsa sull'Adige del libro di Sergio Paoli (Al termine del servizio redigere dettagliata relazione)

clicca qui

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Due segnalazioni per il libro di Mirna Fornasier (Nel silenzio dell'Aquila)

Belluno press - clicca qui

Il fatto on line - clicca qui

_______________________________

 

Chiara Bottone (Il mestiere dell'umanità) su Fuori le mura

clicca qui

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Di redazione gingko (del 31/05/2010 @ 18:34:24, in Polifemi live, linkato 245 volte)

Pubblichiamo la lettera di dimissioni inviata dalla giornalista televisiva Maria Luisa Busi (TG1) al direttore Augusto Minzolini e ai vertici Rai.

AL Dott. Augusto MINZOLINIAl CDR p.c. Dott. Paolo GARIMBERTI p.c. Prof. Mauro MASI p.c. Dott. Luciano FLUSSI 

Caro direttore, ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del TG1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali.

Questa è per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori.

Come ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza RAI Sergio Zavoli: “la più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura, ha visto trasformare insieme con la sua identità, parte dell’ascolto tradizionale”.

Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. E’ stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l’informazione del TG1 è un’informazione parziale e di parte. Dov’è il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti  perché negli asili nido non c’è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro titolo? E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie.  Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese,  che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord-est che si tolgono la vita perché falliti? Dov’è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell’Italia esiste. Ma il Tg1 l’ha eliminata.

Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale.  L’Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un’informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull’inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l’infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo.  Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale. 

Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto.  Nell’affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. E’ lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori.  I fatti de l’Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E’ quello che accade quando si privilegia la comunicazione all’informazione, la propaganda alla verifica. 

Un’ultima annotazione più personale.

Ho fatto dell’onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente.

Pertanto:

1)     Respingo l’accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente - ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI - le avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c’è più alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.

2)     Respingo l’accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo.    

3)   Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera  dopo l’intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato all’azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di “danneggiare il giornale per cui lavoro”, con le mie dichiarazioni sui dati d’ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni. Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: “il tg1 darà conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a campagne ideologiche”. Posso dirti che l’unica campagna a cui mi dedico è quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto. Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. Sono stata definita “tosa ciacolante - ragazza chiacchierona - cronista senza cronaca, editorialista senza editoriali” e via di questo passo.  Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle 20. Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo molto: Rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che abbiamo bisogno. Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verità. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere.     

Marialuisa Busi  Roma, 20 maggio 2010.

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Di redazione gingko (del 14/05/2010 @ 13:46:51, in Itaca per sempre, linkato 214 volte)

Consigliamo la lettura di "Ciò che ne ha detto l'autrice" in merito al suo libro "Nel silenzio dell'Aquila".

Leggi qui

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Di redazione gingko (del 14/05/2010 @ 12:52:32, in Tatzepao news, linkato 260 volte)

In arrivo a giugno 2010

Cumparsita

di Nicola Viceconti

 

 

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Di redazione gingko (del 06/05/2010 @ 15:02:50, in Tatzepao news, linkato 204 volte)

Sul giornale "La nostra gente" una recensione del libro di Andrea Moretti "Preoccupati dei vivi".

Leggi qui.

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Di redazione gingko (del 05/05/2010 @ 12:26:39, in Tatzepao news, linkato 297 volte)

Ci fu davvero un attentato contro il Presidente del Consiglio il 13 dicembre a Milano? L’aggressione a Silvio Berlusconi ad opera di Tartaglia, è reale? Si tratta di un attentato autentico alla vita del premier, oppure è una messinscena, gravissima, architettata per precisi scopi politici?

A maggio in libreria

L'ombra del Duomo

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Leggi le domande che pone l'inchiesta

Guarda i video su Youtube

Visita il blog degli autori

Visita su Facebook la pagina del libro

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Di redazione gingko (del 25/04/2010 @ 12:41:45, in Tatzepao news, linkato 276 volte)

Una recensione di Giovanna Cracco sul numero di aprile-maggio 2010 di PAGINAUNO

per Tutto o niente di Alessandro Pugliese.

 

Clicca sulla copertina...

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Di redazione gingko (del 07/04/2010 @ 18:36:17, in Tatzepao news, linkato 290 volte)

NEL SILENZIO DELL'AQUILA

Cosa deve essere camminare in completa solitudine per tanti giorni? Cosa deve essere farlo lassù, nel Grande Nord, dove tutto è immutato dalla notte dei tempi, dove non esistono strade, alberghi, elettricità, funivie; dove le poche persone che incontri percorrono la terra con grande rispetto, e i loro occhi raccontano le stesse cose che raccontano i tuoi.

Oltre il Circolo Polare Artico, il viaggio in solitaria di una donna

nell'ultima vera wilderness d'Europa

 

 

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Scarica il comunicato stampa (PDF)

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Di redazione gingko (del 07/04/2010 @ 13:02:02, in Tatzepao news, linkato 234 volte)

Il 9 aprile alle 21,30 ANDREA MORETTI presenta PREOCCUPATI DEI VIVI

presso La Tenda, Modena. La Tenda è sita in V.le Monza, angolo V.le Monte Kosica, a Modena (nei pressi dell'autostazione). Info: 059.214435

L'evento è a cura dell'associazione culturale "L'asino che vola".

Elisa Paterlini, voce recitante, e Paolo Sola, musiche, accompagneranno l'autore.

clicca sulla locandina per leggere il programma completo (PDF 2 pagg)

 

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Di redazione gingko (del 07/04/2010 @ 12:49:57, in Tatzepao news, linkato 315 volte)
Presso la Feltrinelli | Libri e Musica di Piazza CLN 251, Torino, nell'ambito degli appuntamenti del ciclo A qualcuno piace libro, in programmazione dal 16 al 22 Aprile, organizzati in collaborazione con Torino GLBT Film Festival
Angela Siciliano presenta il suo Quando l'amore non basta
il 19 aprile, ore 18,00

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Di redazione gingko (del 10/03/2010 @ 11:16:56, in Tatzepao news, linkato 245 volte)

Chiara Bottone con il suo "Il mestiere dell'umanità" sul numero di febbraio di DITUTTO magazine.

Leggi l'articolo cliccando qui

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Di redazione gingko (del 10/03/2010 @ 10:34:05, in Tatzepao news, linkato 271 volte)

Sergio Paoli presenta il suo libro lunedì 15 marzo alle ore 18.00, presso la Biblioteca provinciale italiana “Claudia Augusta”, in via Mendola n° 5, a Bolzano. La partecipazione è aperta a tutti. L'ingresso è libero.

Per informazioni: tel. 0471.264444 – fax: 0471266021. Per contattare direttamente l'autore: cell 331.3712517, per email scrivere a: javert113@tiscali.it

La presentazione sarà curata da Sandra Mattei, giornalista. L'autore risponderà alle domande del pubblico. Si ringrazia la preziosa collaborazione della libreria Libri & Libri di Corso della Libertà a Bolzano, (tel. 0471.286362, email:libri.farano@tin.it)

 

 

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Di redazione gingko (del 10/03/2010 @ 09:02:25, in Tatzepao news, linkato 236 volte)

Libero Reporter segnala, nel suo numero di gennaio, il libro di Sergio Paoli, "Al termine del servizio redigere dettagliata relazione".

Leggi l'articolo cliccando qui.

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Di redazione gingko (del 25/02/2010 @ 20:54:23, in Tatzepao news, linkato 255 volte)

NEL SILENZIO DELL'AQUILA di Mirna Fornasier

Cosa deve essere camminare in completa solitudine per tanti giorni? Cosa deve essere farlo lassù, nel Grande Nord, dove tutto è immutato dalla notte dei tempi; lassù dove non esistono strade, alberghi, elettricità, funivie; dove le poche persone che incontri percorrono la terra con grande rispetto, e nei loro occhi leggi le stesse cose che dicono i tuoi. È per trovare una risposta a questi interrogativi che a fine giugno del 2008 Mirna Fornasier, bellunese, appassionata di trekking e montagna, conoscitrice dei percorsi della Scandinavia, parte alla volta dell’ultima vera wilderness d’Europa, la Lapponia svedese. In solitaria, attraverso i paesaggi mozzafiato e la natura estrema del Padjelanta National Park, oltre il Circolo Polare Artico, la sua avventura è raccontata in un libro inedito, corredato da numerose foto di viaggio, che pubblicheremo prossimamente. Nel silenzio dell'Aquila. Ne diamo un'anticipazione nel video seguente.

 

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Di redazione gingko (del 24/02/2010 @ 14:29:50, in Tatzepao news, linkato 246 volte)

Grazie a un accordo con LIBRO CO. ITALIA, a partire dal mese di marzo 2010, la nostra distribuzione e promozione in libreria si espande inglobando le regioni Toscana e Umbria.

Libro Co. Italia
Via Borromeo, 48
San Casciano in Val di Pesa (FI)
www.libroco.it
Tel 0558228461
Fax 0558228462

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Di redazione gingko (del 17/02/2010 @ 18:00:30, in Tatzepao news, linkato 281 volte)

Una delle storie più belle mai scritte

sul mondo animale e naturale.

 

 

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Il padre della fantascienza

in una sottesa critica al colonialismo.

 

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Uno dei più famosi e pungenti racconti

del maestro del racconto.

 

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Di redazione gingko (del 17/02/2010 @ 17:27:58, in Tatzepao news, linkato 265 volte)

Saggio di filosofia culinaria, breviario di buona tavola, raccolta di ricette, inno all’amore per la vita vegetale, animale, umana, grido di ritorno alla semplice essenzialità dei processi biologici, ma anche monito alla parsimonia e alla sobrietà alimentare, critica sociale e romanzo esistenziale, questo piccolo libro di difficile catalogazione è un fiume di gioia,tranquillità, profumi, emozioni. L’orto, le ricette, i frutti e la verdura, la vita semplice di campagna, la fanciullezza e la comprensione per le persone, l’attaccamento alle piccole cose, l’orgoglio del vedersi sbocciare la natura fra le mani, il prendersi il giusto tempo per prestare cure alla propria vita, Il mio orto e quello del vicino è un concentrato di lucida armonia, un’insolita voce che per il suo genuino anacronismo difficilmente si reputerà trascurabile.

Siccome i consumi seguono la logica del palato contraffatto, della tendenza e della praticità, la maggior parte delle persone, senza preoccuparsene, continua a comprare pomodori e zucchine in dicembre, cerca i pisellini in ottobre e vorrebbe la zucca in aprile! Il fatto è che, ormai, non c’è più tempo per rimanersene sdraiati tra il verde profumo dell’erba. Appropriarsi dei doni che la natura ci mette a disposizione è, fra tutti, il passaggio che richiede più tempo e pazienza, ed è stimolante in quanto è uno degli ultimi passi che si muovono per arrivare alla gioia dei sensi. Per quel che mi riguarda, al di fuori del mio orto, non ne ho mai desiderati altri. 

NOVITA'

In uscita ad aprile 2010

___________________________________________

Assunta Mereu

Il mio orto e quello del vicino

Saggio | Collana Baiguo

Pagg. 64 | euro: 11,00

ISBN:9788895288178

 

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Di redazione gingko (del 15/02/2010 @ 12:38:51, in Tatzepao news, linkato 255 volte)

IL MESTIERE DELL'UMANITA' (FEBBRAIO 2010)

______________________________________

Segnalazione su ANGELI PRESS

Segnalazione su INFORMAMOLISE

Segnalazione su MI-LORENTEGGIO.COM

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Di redazione gingko (del 04/02/2010 @ 09:07:49, in Tatzepao news, linkato 247 volte)
Anpi Modena (Associazione nazionale Partigiani d'Italia) segnala il libro di Andrea Moretti, Preoccupati dei vivi. Leggi qui.
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Di redazione gingko (del 04/02/2010 @ 09:05:14, in Tatzepao news, linkato 230 volte)
Periodico italiano, nella sua rubrica "Tra gli scaffali" segnala Il mestiere dell'umanità di Chiara Bottone. Leggi qui.
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Di redazione gingko (del 04/02/2010 @ 08:52:40, in Tatzepao news, linkato 409 volte)

Alcune foto della presentazione del libro Preoccupati dei vivi di Andrea Moretti. L'incontro con i lettori si è tenuto alla libreria Ligabue di Correggio, Reggio Emilia. I due reader, Paolo Sola ed Elisa Paterlini, hanno letto e recitato stralci del libro. L'autore siede a sinistra nelle foto. Sulla destra, Mauro Veneroni, Coordinatore Camera del Lavoro di Correggio. Le foto sono state scattate da Elena Gazza.

 



 

 

 

 

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Di redazione gingko (del 02/02/2010 @ 18:00:31, in Tatzepao news, linkato 230 volte)

La Gazzetta di Reggio Emilia ha pubblicato un articolo su Preoccupati dei vivi di Andrea Moretti, in occasione della presentazione del 24 gennaio 2010 tenuta a Correggio (RE). Leggi qui.

Fuga dal monsone di Marco Biaz su Tifeo web. Leggi qui la recensione.

Il mestiere dell'umanità di Chiara Bottone è stato segnalato da Dentro Salerno.it. Leggi qui. 

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Di redazione gingko (del 12/01/2010 @ 20:13:29, in Itaca per sempre, linkato 280 volte)

Ciascuno di noi della redazione ha scelto due tra i più bei libri letti nel corso dell'anno appena trascorso.

Ne è venuto fuori questo puzzle.

   
   
   
       

 

 

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Di redazione gingko (del 12/01/2010 @ 19:29:45, in Tatzepao news, linkato 250 volte)
Informiamo i nostri lettori che per tutto il mese di gennaio 2010, sul nostro Shop on line, a un prezzo superscontato, sarà possibile acquistare diversi libri. Vi aspettiamo. E buona lettura! Shop Gingko.
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Di redazione gingko (del 12/01/2010 @ 19:22:09, in Tatzepao news, linkato 277 volte)

Un ennesimo, bello, ironico articolo su Sergio Paoli " Lo sbirro scrittore",

comparso sull'Adige il 3 gennaio 2010.

(Per leggerlo cliccare sulla miniatura dell'articolo)

 

 

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Di redazione gingko (del 22/12/2009 @ 12:27:32, in Tatzepao news, linkato 581 volte)

 

Il GIORNALE DI TRENTO ha intervistato Sergio Paoli.

Per leggere cliccare sull'anteprima dell'articolo.

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Di redazione gingko (del 01/12/2009 @ 18:36:48, in Tatzepao news, linkato 305 volte)

 

Sergio Paoli, autore de Al termine del servizio redigere dettagliata relazione, è stato intervistato da Trento Blog. L'intervista è disponibile qui

L'Adige ha scritto di lui... qui

Libero Reporter ha scritto di lui... qui

Trentino libero ha scritto di lui... qui

Esperto Seo ha scritto di lui... qui

Il COISP ha scritto di lui... qui

Trento Blog (2) ha scritto di lui... qui

 

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Di redazione gingko (del 06/11/2009 @ 17:17:55, in Tatzepao news, linkato 275 volte)

La famiglia americana Robinson

ovvero

le avventure di una famiglia sopravvissuta

nel grande deserto del West

(ovvero uno dei grandi classici americani

dimenticati!)

 

Vai alla scheda del libro

 

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Di redazione gingko (del 06/11/2009 @ 17:11:19, in Tatzepao news, linkato 409 volte)

La rocambolesca avventura della Endurance

South! La storia dell'ultima spedizione di Shackleton (1914-1917)

 

 

 

 

 

Vai alla scheda libro, per approfondire

 

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Di redazione gingko (del 11/10/2009 @ 20:00:18, in Tatzepao news, linkato 278 volte)

Clicca sul frontespizio per leggere l'estratto

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Di redazione gingko (del 02/10/2009 @ 17:39:13, in Tatzepao news, linkato 325 volte)

TUTTO O NIENTE

di Alessandro Pugliese

 

 

Vai alla scheda del libro

 

 

 

 

 

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Di redazione gingko (del 30/09/2009 @ 10:54:13, in Tatzepao news, linkato 281 volte)

Nel segno dello Zodiaco. Quotidiano.net -Il Sole 24 ore. La recensione potete leggerla qui

Preoccupati dei vivi. Mangialibri. La recensione potete leggerla qui

 

Fuga dal monsone. Tra gli scaffali/Periodico italiano. La recensione potete leggerla qui

 

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Di redazione gingko (del 25/09/2009 @ 18:26:55, in Tatzepao news, linkato 283 volte)

Nel mese di ottobre inaugureremo una nuova collana, Cuori ruggenti. In essa verranno pubblicati i classici (e i nostri classici), di ogni epoca e paese, capolavori incrollabili che hanno influenzato il loro tempo e il tempo a venire seducendo e illuminando intere generazioni.

Con questa collana ci prefiggiamo di mettere a disposizione dei lettori grandi e imperdibili opere a un piccolo prezzo, piccolissimo! Tutti i volumi di Cuori ruggenti costeranno infatti soli 5 euro, o, nei casi particolari, se non dovesse bastare, ancora meno di cinque euro in modo da venderli al pubblico come i più economici in assoluto tra tutte le edizioni in commercio.

  

 

Inizieremo con Disobbedienza Civile di Thoreau e poi andremo a trovare il grande Tolstoj con la sua indimenticabile Confessione. (Per vedere le schede dei libri cliccate sul pdf dell'articolo precedente). Poi andremo nel grande Nord con Jack London e il suo Zanna bianca e poi Conrad e Whitmann e Pirandello, e Flaubert, Nietzsche, Baudelaire....quelli che ci verranno in mente, ne abbiamo così tanti che siamo incerti su quali scegliere. Di seguito le due copertine dei primi libri.

 

 

 

 

 

 

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Di redazione gingko (del 25/09/2009 @ 18:03:23, in Tatzepao news, linkato 279 volte)

I libri che pubblicheremo fino alla fine dell'anno

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Di redazione gingko (del 15/09/2009 @ 09:56:23, in Tatzepao news, linkato 288 volte)

In arrivo a Ottobre

 

Al termine del servizio

redigere dettagliata relazione

di Sergio Paoli

Vi siete mai chiesti chi è davvero un poliziotto, cosa fa, come si svolgono le sue giornate dentro e fuori una Questura? Dove vanno le volanti di giorno e di notte e con chi devono vedersela per rendere sicure le nostre strade? Quanto sacrificio e passione c'è nello svolgimento di questo mestiere da parte di un uomo o di una donna che lo scelgono ? E perché un giovane uomo o una giovane donna si immergono in una professione così poco remunerata e altamente a rischio? I poliziotti hanno sempre fatto parte del nostro paesaggio urbano, ma chi sono? Quali storie raccontano e dove si incontrano, quale il gergo con cui comunicano? Molti romanzi mettono in scena poliziotti e ispettori, commissari e detective. Anche in questo libro il protagonista è un tutore della legge, ma si tratta di un poliziotto vero che racconta storie vissute realmente. Gran parte dei poliziotti, dei commissari, degli ispettori ritratti sulla carta stampata indaga per acciuffare un qualche colpevole di misfatti. In questo libro non vi sono misfatti, e non vi sono colpevoli. Vi è una città autentica con le sue strade e i suoi parchi, i suoi problemi e i suoi luoghi pericolosi. C'è la vita ordinaria di un agente della volante, gli interventi a volte seri a volte bizzarri nei quali la gente lo coinvolge. Dunque, chi sono davvero questi uomini in divisa, come interpretano il loro lavoro, cosa fanno e con chi devono vedersela? Al termine del servizio... di Sergio Paoli vi servirà anche per scoprire appassionatamente tutto questo. Conoscerete un po' meglio quegli uomini e quelle donne che quotidianamente vegliano sulla vostra sicurezza.

Vai alla scheda del libro

Leggine un estratto

Al termine del servizio redigere dettagliata relazione.

 Collana: Verde. Genere: racconti.

ISBN: 978-88-95288-10-9
Pagg: 96. Prezzo: euro 13.50

 

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Di redazione gingko (del 10/09/2009 @ 14:15:57, in Tatzepao news, linkato 373 volte)

Una recensione sulla nostra antologia Qui tutto va a puttane! sul numero di settembre di LEGGERE: TUTTI (http://www.leggeretutti.it/ita/) potete leggerla cliccando sulla miniatura dell'articolo.

 

 

 

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Di redazione gingko (del 30/08/2009 @ 17:15:08, in Itaca per sempre, linkato 322 volte)

Chiara Bottone, autrice del nostro ultimo libro “Il mestiere dell’umanità”, in uscita in questi giorni, non ce l’ha fatta, è morta. La notizia ci ha spezzato il cuore. Aveva lottato con ogni forza per meritarsi di vivere, si era aggrappata con le unghie alla luce del sole e combattuto la sua solitudine e la medicina ossessivamente ingrata contro di lei, indossato corazze di volontà e di lucida impertinenza in barba al dolore e al destino avverso che pareva, finalmente, averla lasciata in pace dopo essersi piegato alla sua energica costanza, sembrava essersi guadagnata la sua altissima rinascita e averla spuntata usando la voce grossa nei confronti dell'IMPLACABILE che la reclamava nel suo regno di buio e di nulla e, invece, proprio alla fine, suo malgrado, contro ogni sua illusione e speranza, Chiara ha dovuto smettere le armi e lasciare il passo. 

A informarmi della sua scomparsa è stata sua sorella Maddalena per sms, dato che non ho risposto sistematicamente al telefono nell’ultimo mese. Durante questo periodo Chiara ha tentato più volte di mettersi in contatto pur se non ero nelle condizioni di risponderle. Con la mia famiglia, su un'isola della Grecia, il mio il cellulare di cui lei aveva il numero giaceva immoto e abbandonato sulla scrivania di casa. Mi pare, adesso, l’essermene separato, una delle azioni più vergognose della mia vita, per la quale provare un profondo rimorso e un’irrimediabile senso di colpa. Ci eravamo lasciati appena a fine luglio con la promessa che le avrei telefonato non appena il suo libro fosse stato pronto, e le avrei mandato le prime copie, ma non ho mantenuto la promessa. Avrei dovuto a ogni costo. Il libro mi è stato consegnato alla fine dell’ultima settimana di luglio ma ho rimandato l’invio delle copie non perché pure vi fossero dei visibili difetti tipografici nei tre quarti della tiratura (un terzo delle copie risultava comunque intatto) ma per l’ottusa e stolta convinzione che ad AGOSTO ci sarebbero dovute essere per me solo LE FERIE, nessun pensiero, nessuna preoccupazione, nessun impegno dopo un lungo e piovoso inverno trascorso in ufficio; e perché LE FERIE e lo staccare dal lavoro avrebbero dovuto essere un mio sacrosanto diritto che nessuno avrebbe mai dovuto intaccare, nemmeno un autore con un altrettanto sacrosanto diritto di sapere come andavano i lavori al suo libro. E così ho sospeso ogni mia attività. Non me lo perdonerò mai. Avrei dovuto telefonarle prima della partenza ed impegnarmi a spedire i libri. Aveva lavorato sodo, poveretta. Nonostante le sue critiche condizioni, nel corso di tutto l’inverno aveva continuato a lavorare al suo libro con serietà e impegno (vedeva da un occhio solo, era immobilizzata in carrozzella). Aveva corretto più volte le bozze. Era orgogliosa della sua storia, di pubblicare un libro. Tante chiacchiere abbiamo fatto, tante promesse le ho decantate. Abbiamo tessuto infiniti progetti e sognato ad occhi aperti. Desiderava che la gente potesse conoscere la sua storia, e che altri, nella sua stessa condizione, apprendessero la sua lezione e con essa potessero riuscire ad andare più dritti e più fieri incontro al proprio destino. Se le avessi spedito i libri, prima di morire Chiara avrebbe avuto la gioia di vedere realizzata in un progetto concreto la sua fatica, lei che, a causa di non so nemmeno cosa, forse il fato, la sfortuna, era stata costretta ad interromperne tanti di progetti. Avrebbe visto il suo libro, sarebbe stata di certo orgogliosa. Avrei potuto regalarle un’ultima gioia e non l’ho fatto per imperizia, anch’io, con la stessa imperizia di tutti quei medici che le avevano rovinato la vita!

Mi chiedo se Chiara si sia mantenuta in vita proprio per portare a termine questo nostro progetto comune e che, compiuto esso, la morte l’abbia richiamata come le aveva promesso; mi chiedo se la sua forza si fosse posta proprio il libro come ultimo obiettivo, con l’assicurazione che una volta pubblicato le si sarebbe spenta tra le mani, e mi chiedo che razza di destino abbia avuto… a trentasei anni immessa, senza che l’avesse chiesto, in un tunnel di sofferenze atroci eppure tutte combattute e superate con audacia e un coraggio quasi sovraumano… per poi alla fine non poter godere neppure di una di queste vittorie, non avere il privilegio di godersi in santa pace il residuo di esistenza che aveva sottratto alla morte e che si era voluta riserbare per sé. Aveva un mucchio di progetti, si era trasferita da poco, di nuovo, nella sua città natale, Salerno, e aveva in mente di iniziare con un'agenzia matrimoniale, per poi magari prendere la patente!... e mi diceva sempre tante cose...  Non ho avuto il tempo di conoscerla a fondo. All’uscita del suo libro avevamo previsto di organizzare una serie di presentazioni. Ci teneva a farne una a Salerno, e mi aveva promesso che, nonostante le grandi difficoltà, sarebbe salita anche al “Nord” per apparire in pubblico. L’ho conosciuta pochissimo eppure mi ha lasciato, come nessun altro autore finora ha fatto, e nessun’altra persona conosciuta, un lascito enorme e un insegnamento importante, che è quello della forza e della volontà di vita, del non lamentarsi per futili preoccupazioni, che un essere umano può tutto, può opporsi a tutto, e che niente è davvero così terribile così come appare... Ho un debito enorme nei tuoi riguardi Chiara. Spero che molti uomini e donne leggano la tua storia e ti conoscano e che tu possa parlare loro di amore e di speranza come mi hai insegnato. La nostra piccola squadra ti ricorda con sincero apprezzamento.

Alessandro Pugliese

 

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Di redazione gingko (del 26/08/2009 @ 18:17:35, in Itaca per sempre, linkato 318 volte)

  

Chiunque (naturalmente) dovrebbe leggere Flaubert; perlomeno Madame Bovary e Salambò. Sono due lezioni letterarie diversissime eppure convergenti. Traiettorie che corrono parallele, apparentemente, che davanti ad un occhio attento convergono in un sol punto alla fine del viaggio. Dal fatto che uno scrittore abbia buttato giù circa 4mila pagine al fine di trarne poco più di 300 (Bovary) si dovrebbe trarre intanto l’insegnamento dell’arte del taglio e della sintesi, e la passione, quasi morbosa, ossessionante del togliere, del limare, del ricercare per trovare la perfezione stilistica assoluta.

Flaubert , si sa, era fissato con e sullo stile. Non tutti i grandi scrittori, e contemporanei di Flaubert, lo erano. Non è scontato. Lo stile non conta così tanto per tutti. Ci sono scrittori che prediligono e guardano alla storia (trama), ritenendola ciò che sana ogni cosa, ciò che è preminente nella composizione letteraria, e questi scrittori mettono lo stile al servizio della storia, e ce ne sono altri - appunto come Flaubert - che portano la storia al servizio dello stile e sostengono che uno STILE si costruisce con tantissimo sudore e lavoro e che lo stile è tutto. Qualunque buco e debolezza può essere colmato dallo stile, anzi con uno STILE non esistono buchi, con uno STILE si costruiscono volutamente i buchi, li si moltiplica, li si riduce, e li si fa scomparire. Con uno STILE si è Dio!

Flaubert si mise in testa di scrivere e di raccontare di Cartagine e di una vicenda particolare della sua storia, ovvero la guerra e l’assedio che la città subì ad opera dei mercenari che il Consiglio della città aveva assoldato prima tra le sue fila ordinarie per combattere contro Roma. Accadde che lo stesso Consiglio commise l’errore, alla fine della guerra, di permettere a questi uomini di raggrupparsi sotto le mura della città, tutta questa masnada di gente proveniente da ogni angolo del Mediterraneo e dell’Asia. I saggi non li congedarono man mano che essi giungevano in milizie separate e disperse alle mura fortificate, bensì, dopo averli fatti raggruppare ed entrare in città e congiungersi con le proprie donne (nel frattempo rimaste ad aspettarli durante la guerra), non solo non li pagarono subito - e nella misura dovuta - ma li scacciarono e li lasciarono vagare nel deserto per qualche tempo. I mercenari finirono per organizzarsi e insorsero e decisero di marciare alla volta di Cartagine per cingerla d’assedio. Flaubert racconta di questa guerra/assedio, che fu una delle più atroci della storia antica per il suo crudele epilogo. Ad avere la peggio furono i mercenari. Vi furono di loro ben 40.000 morti. Furono bloccati nella gola di una montagna e lasciati morire di fame e di sete, costretti alla antropofagia. Con il passare dei giorni questi disperati, nella speranza di protrarre la propria esistenza, cominciarono a cibarsi dei cadaveri dei propri compagni e poi si scannarono vicedevolmente. Ne rimasero all’incirca una decina. Uno di questi, che Flaubert indica come il loro leader, fu condotto prigioniero dentro la città e, come un Gesù Cristo verso la via del Golgota, durante il percorso urbano fu lasciato al ludibrio della folla che lo linciò e lo sottopose a torture orribili.

Al di là della trama - tra l’altro tratteggiata per grandissime linee, perché è molto più composita - ciò che più interessa per il nostro discorso è il progetto narrativo e l’intento che Flaubert si prefisse. Della storia di Cartagine, a parte qualche citazione di Polibio, non si ha alcuna fonte storica diretta, se non qualche rarissimo frammento per lo più generico non di mano punica, il quale soprattutto riferisce genericamente.  Flaubert dovette da zero, rifacendosi alla Bibbia e ad altre fonti contemporanee alla Bibbia, ricostruire società, personaggi, abiti, costumi, organizzazione sociale; in una sola parola, dovette ricostruire tutto. Il suo maggiore sforzo fu quello di rendere realistico il mondo che voleva ritrarre, renderlo credibile, e soprattutto trovare un linguaggio ai suoi personaggi. Confessò che proprio il nodo del parlare tra i suoi personaggi lo faceva impazzire. Ciò che maggiormente stupisce, di uno scrittore come lui che cominciò a scrivere relativamente tardi, e che non è stato poi molto prolifico al pari dei suoi contemporanei grandi scrittori, è che dopo l’enorme successo di Madame Bovary, volle con Salambò mutare completamente il suo percorso artistico, la traccia sicura intrapresa, e stupire tutti cimentandosi con qualcosa di completamente diverso. Fu del resto proprio questa una delle note principali della critica che gli rivolse Saint Beuve, cioè anziché continuare sul filone del realismo che aveva eccellentemente scandagliato con Bovary  - ci si sarebbe aspettato un altro romanzo simile - egli compì qualcosa di assolutamente inedito andando a finire addirittura nell’antica Asia. Con Bovary che cosa aveva fatto? Aveva raccontato di una donna che volendo ambire a una posizione e ad un rango superiore alla sua educazione, non conforme e adatto a lei e ai suoi natali, finiva con il diventare altro da sé, cadeva in rovina, diveniva un’adultera, poi un’adultera pentita e infine una suicida. Ciò che Flaubert aveva raccontato era stata la provincia francese, la provincia che anelava e aveva a modello la società parigina. Aveva raccontato qualcosa di reale, di esistente, di a sé vicino, che egli conosceva bene. Saint Beuve gli rimproverò che in Salambò lo sforzo della sua scrittura si sentiva; che la sua fatica d’artista si intravedeva troppo, che l’autore era sempre presente tra le sue pagine: la sua penna non si elevava, non scompariva come invece avveniva in Bovary. Insomma, che il povero Flaubert avesse fallito in quanto altro non avrebbe potuto fare con un progetto così troppo ambizioso non solo per lui ma per chiunque. Cartagine, secondo il critico, era troppo difficile come soggetto. Lo scrittore non poteva che apparire artefatto nell'evocarla. La scrittura non poteva che sentirsi, il talento dell'artista non sarebbe potuto rimanere troppo celato dietro i personaggi e l'articolarsi della storia. Ma Flaubert aveva usato lo stile come "panacea" alle difficoltà compositive proprio perché mediante esso avrebbe potuto supplire ad ogni difficoltà. Avrebbe potuto, se fosse stato "bravo" dare l'impressione della freschezza e del realismo, avrebbe potuto attraverso lo stile insufflare vita reale nei suoi personaggi. Quale altra arma, del resto, avrebbe potuto utilizzare? Con la scrittura avrebbe creato un mondo non "scritto", ma vero, appunto, vivente. La scrittura avrebbe avuto il potere di dare vita alla non-vita, al letterario, all'arte. Saint Beuve, del resto, era per una letteratura che descrivesse sempre e comunque il reale. L’epoca di Cartagine era troppo lontana da quella francese secondo lui, e tra i due periodi storici e le due società non vi era e non poteva esservi, anche a livello puramente letterario una qualche congiunzione e assonanza. Flaubert, come molti scrittori moderni, una volta trovato il proprio filone, avrebbe dovuto continuare sulla scia di Bovary, mentre preferì studiare come un dannato carte antiche e polverose improvvisandosi filologo e archeologo, tentando così un progetto troppo al di sopra delle sue risorse e al di là di tutti i tentativi fino ad allora accennati. Lo stesso Scott, padre del romanzo storico, è bene precisarlo, non aveva affatto ritratto un’epoca che distava troppo da quella in cui viveva, ma solo un paio di secoli e, comunque, quell’epoca da lui ritratta era ancora viva nel sentire anglossassone, la sua eco era viva. Flaubert invece, ma questo Saint Beuve non lo aveva capito, aveva voluto fare con Cartagine ciò che aveva fatto con Bovary. Aveva voluto dimostrare che lo stile può tutto. Aveva odiato Bovary, il tema di Bovary, giudicandolo un tema troppo piccolo, meschino, provinciale, ristretto. Prima di Bovary aveva fallito numerosi progetti perché si era discostato da quello cui la gente pareva interessarsi. Se con Bovary aveva raggiunto il successo, questo successo era giunto perché lui aveva usato uno stile altisonante e perfetto ma lo aveva piegato - questo stile - a un soggetto piccolo, aveva usato un grande stile per un piccolo soggetto. Con Salambò il progetto era grande, e bisognava trovare e piegare uno stile grande, ma questo stile grande si sarebbe adattato questa volta a un soggetto grande come Cartagine. Si prese una rivincita dimostrando che mediante uno stile poteva essere fatta rivivere, con lo stesso realismo di Bovary, anche l’antica Cartagine!

Federica Giullo

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Di redazione gingko (del 26/08/2009 @ 12:32:12, in Tatzepao news, linkato 280 volte)

Cliccando qui, una recensione apparsa su Le rimesse relativa a "Preoccupati dei vivi" di Andrea Moretti.

 

Cliccando sulla foto, una vecchia intervista del maggio 2008 rilasciata da Barbara X ospite del programma di Raiuno, UnoMattina. Barbara è una delle autrici della nostra antologia "Qui tutto va a puttane!".

 

 

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Di redazione gingko (del 14/07/2009 @ 15:07:17, in Tatzepao news, linkato 310 volte)

Su CGILENONSOLO, periodico di informazione a cura della CAMERA DEL LAVORO DI CORREGGIO, una recensione sul libro di Andrea Moretti.

Può essere letta qui

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Di redazione gingko (del 30/06/2009 @ 10:13:43, in Tatzepao news, linkato 360 volte)

Da luglio i nostri libri saranno promossi in nuove regioni che si aggiungono ad Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, e Calabria.

Per le regioni PIEMONTE, VALLE D'AOSTA, LIGURIA da:

BOOK SERVICE
Via Bardonecchia n° 174/D
10141 Torino
Tel. 011-7724391
Fax. 011-7724495
E-mail:
info@bookservice.it 

Per le regioni LOMBARDIA, CANTON TICINO da:

DISTRIBOOK
Via M.F. Quintiliano n° 20
20138 Milano
Tel. 02-58012329
Fax. 02-58012339
E-mail:
distribook@gmail.com

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Di redazione gingko (del 30/06/2009 @ 10:08:59, in Tatzepao news, linkato 361 volte)

Aarto FrackTal's unofficial video based on the novel Fuga dal Monsone. Soundtrack by Amon Tobin: "At the end of the day."

 

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Di redazione gingko (del 23/06/2009 @ 18:46:56, in Tatzepao news, linkato 327 volte)

Da oggi è attivo il nostro nuovo e-store Shop Gingko. La piattaforma è open source derivata da Open Cart. Con questa nuova soluzione avremo la possibilità di gestire gli ordini con riservatezza e maggiore sicurezza, applicare sconti, preparare pacchetti-offerta, tagliare i costi di spedizione e offrire altri numerosi vantaggi a chi sceglierà un nostro libro. 

Clicca sull'immagine per accedere

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Per leggere l'estratto del libro ..............clicca qui

Per leggere cosa ne ha detto l'autrice.........clicca qui

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Di redazione gingko (del 14/06/2009 @ 11:29:42, in Itaca per sempre, linkato 339 volte)
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Di redazione gingko (del 02/06/2009 @ 20:31:34, in FuggiCalipso!, linkato 338 volte)
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Di redazione gingko (del 02/06/2009 @ 20:28:07, in Polifemi live, linkato 350 volte)
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Di redazione gingko (del 02/06/2009 @ 10:21:17, in Itaca per sempre, linkato 352 volte)
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Di redazione gingko (del 29/05/2009 @ 08:56:05, in Polifemi live, linkato 333 volte)

Una irregolare che non ce la fa proprio ad arrendersi

di Barbara X

“Ma è la società che è impostata in modo tale da vanificare le velleità di chiunque,” proferì ancora la mia amica. “E’ la società che obbliga il singolo a comportarsi in un certo modo, a gettare la spugna anzitempo, a camminare in fila per due, in altre parole ad adeguarsi al rigido volere d’abitudine. Anch’io sono finita nella rete e non ho potuto farci niente, perché - diciamolo - ho scoperto che mi andava bene così: il lavoro, lo stipendio, la casa, il marito, le figlie, qualche piccola grana da borghesucola di tanto in tanto e l’indifferenza, l’indifferenza alla vera vita del cuore. Vedi, io mi sono adagiata all’interno della mia bolla di sapone per molti anni, ma adesso che sono in pensione e nella società occupo una posizione neutra, ho capito perché voi siete sempre più stanchi e, alle volte, ribelli e arrabbiati. E ho anche capito che per me dipingere quadri equivaleva a evadere dalla bolla di sapone, dalla prigione, che negli anni è comunque riuscita lentamente a corrompermi, a svigorirmi, a soffocare i miei aneliti di gioventù. Affrontare e combattere la realtà fuggendo le catene del sistema: non è quello che anche tu cerchi di fare scrivendo?”

Be’, certo, la cosa poteva anche essere vista in questa maniera, i suoi ragionamenti non facevano una grinza. I ritmi e le esigenze supreme delle forze che governano il mondo non hanno mai tollerato evasioni o ribellioni di sorta, tutto qui. Il sistema ti dice: “Se vuoi l’evasione e qualche pensiero innocuo, vai in una libreria del centro, dove troverai i testi che io voglio che tu legga, oppure guarda la televisione, guarda i programmi che io voglio vengano trasmessi, - e guai a te se ti metti a rompere i coglioni.”

 Siamo tutti schiavi, e lo saremo sempre di più. Il modello di essere umano forgiato da questa società è ormai il mentalmente inesistente. Annullate le coscienze, si punterà a spegnere il cervello e poi ancora il cuore, fino a che tutti quanti verremo pilotati dal governo sotterraneo del pianeta a mezzo di un telecomando, come tanti automi. Ma quelle e quelli come me verranno eliminati molto prima che ciò avvenga. Questo perché diciamo “No” a certe luride menzogne, e vogliamo saltellare in mezzo alla strada, giocare, cadere, rialzarci, fare rumore, protestare, ridere, vivere e avere quel che non ci è stato mai permesso di toccare, ossia la vera libertà!

“Cavoli vostri.” Quanta cattiveria c’è in queste due parole con le quali è solito risponderci il sistema? Tanta, troppa. In esse v’è tutta l’atroce indifferenza di questo mondo disumano. Bisogna solo prenderne atto e agire di conseguenza, evitando schiamazzi e azioni che potrebbero rivelarsi deleterie. Più tardi, quando tutto sarà pronto, si vedrà.

Intanto ci si convinca che la vita quotidiana e la massa sono due elementi che tendono a generalizzare, banalizzare e volgarizzare tutti i moti autentici dell’animo, tutte le passioni, e anche i messaggi di chi ha o ha avuto a disposizione un pulpito per potersi esprimere liberamente: è questa la regola numero uno, e sembra proprio non esserci alcuna via di scampo.

Allora agli irregolari come me non rimane altro che constatare l’orrida normalità e l’angoscioso nulla dell’apparato sociale, i quali, ovviamente, si rifiutano di colorare e sconvolgere positivamente l’esistenza dell’essere umano, in special modo dell’individuo che decide di concedere spazio alle proprie velleità creative per non morire dentro.

Ma a che serve gridare se nessuno è disposto ad ascoltarti?

A niente. E, al tempo stesso, a tutto.

E’ dalla nascita dell’uomo, ovverosia dell’essere più immondo del pianeta, che l’arte va avanti in questa maniera, cioè con una sorta di forza d’inerzia; e la sua inutilità, la sua ambigua inesistenza e le sue palesi contraddizioni, peraltro già evidenziate in passato da moltissimi grandi artisti, contribuiscono a renderla sempre più affascinante, conferendole i connotati di un paradiso artificiale. Dunque non c’è da stupirsi se, nel suo grembo materno, c’è ancora chi, come la sottoscritta, non ce la fa proprio ad arrendersi…

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Di redazione gingko (del 26/05/2009 @ 18:51:32, in Itaca per sempre, linkato 495 volte)

 

Perché ci teniamo ad avere più libri in più librerie.

Scopri di cosa si tratta. Clicca qui

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Di redazione gingko (del 06/05/2009 @ 11:38:53, in Tatzepao news, linkato 441 volte)

Pubblichiamo un estratto della nuova uscita "Io cammino nel buio" di Licia Praisi.

Potete leggerlo qui

 

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Di redazione gingko (del 04/05/2009 @ 09:47:24, in Tatzepao news, linkato 362 volte)

Su "Piazza Grande" una recensione del libro "Qui tutto va a puttane!"

Potete leggerla qui

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Di redazione gingko (del 29/04/2009 @ 16:00:46, in Tatzepao news, linkato 374 volte)

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La prostituzione è un vero e proprio businnes, una vera industria che genera guadagni, ricchezze, come il mercato della droga o delle armi.

 

Nel 2002 gli introiti orbitanti attorno a questa industria sono stati stimati in circa 60 miliardi di euro. Solo per ciò che attiene alle agenzie di turismo sessuale operanti in Internet si parlava di un giro di affari equivalente a 1 miliardo di euro.

 

Nel 2001 si stimava che il numero di prostitute operanti nel mondo fosse di 40 milioni di donne. E ogni anno si ritiene che le nuove prostitute immesse - coattivamente o volontariamente - nel mercato del sesso sia di 500.000. Di queste i due terzi sono minorenni e comunque di età inferiore ai 25 anni. V’è una differenza sostanziale tra la prostituzione e la tratta. I due fenomeni coesistono e si sovrappongono ma non sono la stessa cosa. Nella prostituzione si inserisce la tratta. La tratta di esseri umani a fini prostituzionali è una sfaccettatura della prostituzione e una sfaccettatura nell’ambito di un fenomeno ancor più grande che è la tratta di esseri umani. Ancora oggi si commercia e si tratta in esseri umani, come un tempo per gli schiavi africani. La tratta di esseri umani non solo può essere finalizzata a commerciare, gestire, trasportare, barattare donne o bambini al fine della prostituzione, può essere finalizzata al reclutamento di manovalenza e soldati per le guerre nel mondo, per il lavoro nero a tutti i livelli, per lo spaccio di stupefacenti, per il traffico di organi, per i desideri di natalità di qualche coppia abbiente, etc. Una stima raccapricciante ci dice che attualmente nel mondo sono circa 4 milioni tra donne e bambini le vittime di tratta. Per quanto riguarda la tratta a fini prostituzionali ogni anno circa 700.000 donne vengono vendute ad organizzazioni criminali. Dal 2002 i numeri di questo  fenomeno sono sempre cresciuti.

 

La prostituzione, che può essere maschile e femminile, è volontaria. L’elemento che la contraddistingue è il consenso, la libertà. Comprende per esempio le escort o gli accompagnatori, tutte le libere donne o i liberi uomini che si prostituiscono in casa propria. Dire prostituzione non implica tratta. Ci si prostituisce liberamente. La prostituta o il ‘prostituto’ godono liberamente dei proventi delle proprie prestazioni sessuali, e decidono senza subire soprusi o controlli da parte di nessuno con chi prostituirsi, quando e come prostituirsi. Soprattutto decidono se e quando smettere.

 

Le vittime di tratta invece non sono libere. Tratta è sinonimo di coercizione, di abuso, di privazione della libertà, di violazione dei diritti fondamentali della persona. Queste donne, o questi bambini sono schiavi ancorati al mercimonio del proprio corpo attraverso il terrore, le minacce, spesso la prigionia, le violenze fisiche e psicologiche. Qualcuno obbliga qualcun altro. Qualcuno ti dice quanti clienti avere, quale zona battere, quanti soldi devi chiedere, quali giorni farlo. Costringe a stare in strada, per ore, con ogni condizione climatica. Nel rapporto tra prostituta vittima di tratta e cliente ad essere libero è solo il cliente. Queste donne non godono dei propri guadagni. Devono indirizzare questi guadagni a chi le sfrutta. Non possono ritirarsi come la prostituta libera dal mercato del sesso. Vengono considerate e sono, in effetti, macchine oliate e mantenute in vita solo per far soldi. Se si pensa che una prostituta sfruttata può arrivare a fruttare al suo sfruttatore qualcosa come 20.000 euro al mese si capisce bene l’entità dell’affare di cui stiamo parlando. A volte a sfruttare è un solo uomo, spesso sono delle  vere e proprie organizzazioni criminali.

 

Ora, il fenomeno della tratta a fini prostituzionali è così semplice e lineare, addirittura spiazzante nella spontaneità del suo manifestarsi, che ci si chiede davvero come mai non si riesca a debellarlo.

Intanto, nella stragrande maggioranza dei casi è visibile, sotto gli occhi di tutti, perché le donne che stanno in strada sono tutte vittime, sono tutte lì perché obbligate. Se fossero libere non rimarrebbero alla mercé di tutti in strada; se avessero una casa dove stare e ricevere i clienti, come ormai ce l’hanno le prostitute italiane, eserciterebbero in casa e non sotto pioggia, neve, gelo o afa. Certo nel caso della prostituzione cinese, essa pure oggetto di tratta, le organizzazioni criminali cinesi forniscono un alloggio alle ragazze. In strada di solito troviamo ragazze africane e dei paesi dell’Est. Ma poi, oltre alla visibilità, v’è un altro fattore che ci consente una facile individuazione del fenomeno. E’ il consenso. La tratta e la prostituzione da quello che abbiamo detto si distinguono sulla base di una sola cesura, data appunto dalla volontarietà delle azioni che interessano la prostituta. Se la prostituta è libera, è una libera prostituta; ma se la prostituta è costretta e vessata nel prostituirsi allora non è libera e non è una prostituta bensì una schiava, una moderna schiava, niente di più e niente di meno. E’ costretta a vendersi!

 

Il confine tra il consenso, la volontarietà e la vessazione, l’obbligo, naturalmente è molto labile ed è difficile individuarlo. Caso raro, ma chi è in strada potrebbe essere davvero lì di sua spontanea volontà. A parte però questi casi, la difficoltà è proprio accertare  se la donna è libera o schiava. E’ in questa frattura che si inserisce tutta l’opera delle associazioni. Le associazioni devono condurre spontaneamente le prostitute ad ammettere di essere vittime. Molto spesso la vittima, per tutta una serie di fattori, quali la povertà, la violenza che subisce, il fatto che è sradicata e sola dal suo paese di provenienza, dichiara di essere libera perché è terrorizzata a denunciare i suoi sfruttatori, ha paura di ritorsioni contro la sua persona o contro i suoi parenti. Le associazioni come Fiori si strada persuadono, convincono, inducono la donna a denunciare, a uscire allo scoperto e devono garantire le giuste protezioni, le giuste garanzie. Le organizzazioni che sfruttano sessualmente le donne hanno una sola arma in loro potere: il terrore, il condizionamento. L’unica leva su cui possono agire è quella di ritrarre un mondo nel quale alla donna loro vittima non sia dato di capire come uscirne. Costruiscono attorno ad essa una ragnatela che le dà la percezione di essere sola, abbandonata, indifesa, esposta ad ogni rischio e pericolo.

 

E’ un pò come la mafia se ci pensiamo bene.

 

Molti sono i negozianti che sono vittime di racket,  ma pochissimi denunciano per paura di ritorsioni. Perché? Perché la vittima di racket si sente sola, indifesa, esposta ai pericoli. Teme la ritorsione. Se tutti denunciassero, la mafia non avrebbe ragione di esistere perché essa vive e prospera al buio, nell’ombra. Nel buio detta paura. Anche le associazioni che sfruttano le donne vivono nell’ombra, si garantiscono con nomi falsi e false identità per paura che le donne possano denunciare; anche i loro affari come quelli mafiosi prosperano nell’ombra. Se le prostitute si ribellassero, se denunciassero, l’organizzazione si sfalderebbe. Sia per la mafia che per la tratta dunque, oltre a lavorare sulla costruzione di un clima sociale, si dovrebbe andare in una direzione molto semplice, con soluzioni semplici. Bisognerebbe che la prostituzione si svolgesse alla luce, che fosse libera e regolare. Perche ci sono donne costrette a vendersi? Perché non sono libere di vendersi! Se andassimo nella direzione di costruire leggi  che diano luce all’ombra avremmo risolto il problema della tratta. Non il problema della prostituzione, perché la prostituzione non è un problema. Quelle che vediamo per strada, quelle che vediamo nelle gazzelle della polizia, quelle multate dai sindaci, ribadisco, non sono prostitute, sono vittime della tratta. Così facendo, con queste misure non facciamo altro che supportare e legittimare gli sfruttatori, perché creiamo un clima di ulteriore terrore che rafforza il legame tra la vittima e il suo presento sfruttatore. Con un clima di terrore lo sfruttatore che opera nell’ombra diventa ancora più forte, non andiamo affatto a recidere il legame che si ingenera nel buio, non lo portiamo alla luce. Con queste leggi andiamo solo ad operare un’operazione di tipo demagogico ed estetico.

 

Ma nel caso della tratta, oltre che l’elemento del consenso contro l’elemento della coercizione, abbiamo uno strumento in più. Ed è la modalità di ingresso nel nostro Paese. Le vittime di tratta di cui stiamo parlando sono tutte donne straniere, e sono donne che entrano in Italia da paesi non comunitari. Allora come entrano queste donne? E’ semplice. Entrano da clandestine. Entrare da clandestine o diventarlo è molto semplice a causa delle leggi sulla immigrazione che abbiamo, le quali sono assolutamente inadeguate. Se c’è clandestinità, cioè se vi è uno stato per cui queste donne non riescono facilmente a mettersi in regola, ad essere rispettose della legge, v’è e vi sarà sempre la tratta. Così come il lavoro nero, etc. Clandestinità significa buio, significa terrore, significa mancanza di informazione, significa vivere al margine della società luminosa e quindi significa essere ricattabili. Le vittime della tratta entrano sole, in balìa di questi uomini, non hanno documenti, non hanno protezione. La legge di immigrazione Bossi-Fini prevede che persone extracomunitarie possano entrare nel nostro Paese e rimanervi solo se dopo un certo periodo di tempo hanno un lavoro. Ma per avere un lavoro è necessario che si lavori e che qualcuno assuma questa gente, altrimenti si diventa clandestini, ovvero senza un regolare permesso di soggiorno. Il lavoro è il criterio di scrematura, di regolazione per così dire dei flussi migratori. Non può essere sufficiente! Abbiamo visto, con Lampedusa, che questo non è uno strumento adatto, che certo non scoraggia; l’avere un lavoro certo è uno degli strumenti ma non può essere l’unico per garantire una immigrazione regolare. E’ proprio in questa lacuna della legge, in questa sacca di obbligazioni che molte donne si vengono a trovare clandestine e quindi prive della possibilità di guadagnarsi da vivere lecitamente. Regolare questa legge, renderla più permissiva, introdurre nuove norme garantirebbe alle donne la libertà. Se sono clandestine sono schiave, se sono libere possono emanciparsi, non avrebbero bisogno di nessun protettore, verrebbero normalmente nel nostro Paese. Le case chiuse... si parla molto di case chiuse e si dice che potrebbero risolvere il problema. Ma chi andrebbe nelle case chiuse? Andrebbero le regolari, mentre le donne vittima di tratta non vi rientrerebbero proprio perché non sono regolari, perché esse non esistono. Insomma è evidente che il nesso fondamentale che regola e mantiene in vita la tratta è l’equazione tratta – clandestinità, non regolamentazione, stato di incertezza. Le vittime di tratta vivono al buio, sono fantasmi di cui nessuno conosce niente.

 

Francesco Sarti - Roma /Spunto dalla lettura dell'antologia "Qui tutto va a puttane!" Gingko edizioni, San Lazzaro di Savena, 2008.

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Di redazione gingko (del 31/03/2009 @ 19:02:41, in Tatzepao news, linkato 406 volte)

Novità in lavorazione

prevista in uscita per maggio 2009

Il mestiere dell'umanità

di Chiara Bottone

 La storia sconvolgente di una famiglia tenuta in ostaggio per dieci anni dagli errori medici e dall’ottusità del sistema sanitario italiano

25 fotografie

Prefazione di Emilio Ammaturo

Introduzione e postfazione dell'autrice

Una perizia medico-legale

Una nota dell'Editore

 

« Un giorno un chirurgo mi disse: "Sono un chirurgo, io taglio, non curo le malattie". »

« C’è un limite alle sofferenze che un essere vivente può sostenere? Fino a quando un cuore può sopportare gli spasmi di dolore che fanno sussultare e trattenere il fiato, facendo contrarre lo stomaco e alterando il battito, prima di scoppiare come un palloncino strizzato? Fino a che punto il cervello può sopportare la continua sofferenza prima di staccare la spina e decidere che non ce la fa più? Ci sono voluti ben nove anni, undici interventi chirurgici, sette primari (tutti grandi professori) e un numero imprecisato di medici e, alla fine di questa guerra, che io non mi sono mai sognata di dichiarare, sono rimasti sul campo una MIA gamba, il MIO occhio sinistro, parte del MIO occhio destro, la MIA mano sinistra, le dita del MIO piede destro, il MIO sistema cardiaco e in pratica la mia vita. Ho più cicatrici della moglie di un lanciatore di coltelli alcolizzato! »

Una testimonianza autentica, un atto d’accusa alla malasanità italiana, l’odissea di una donna che a trentasei anni entra in ospedale per una banale varicella e ne esce profondamente deturpata. 


 

 

 

 

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Di redazione gingko (del 31/03/2009 @ 18:55:30, in Tatzepao news, linkato 367 volte)

Pubblichiamo un estratto del libro di Andrea Moretti, "Preoccupati dei vivi". Si tratta in particolare della prefazione che l'ex partigiano Agostino "Cesare" Nasi Comandante del Distaccamento “Aldo” 1^ Battaglione della 77^ Brigata SAP ha scritto per l'autore.

Leggi qui

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Di redazione gingko (del 03/03/2009 @ 10:17:23, in Tatzepao news, linkato 691 volte)
 
Libreria Feltrinelli International
via Zamboni, Bologna
 
Mercoledì 25 marzo
ore 18,00
Presentazione del libro "Qui tutto va a puttane!"
 
Partecipano:
 
Antonio Dercenno, presidente dell'associazione Onlus "Fiori di strada".
Bose Aweiwe, ex prostituta e vittima di tratta, salvata dall'associazione.
Rosanna Orri, per la casa editrice.
Probabilmente è la prima volta in assoluto che una ex prostituta decida di comparire in pubblico nel corso di una presentazione letteraria, raccontare la propria storia, incontrare il pubblico e rispondere alle domande di chi è interessato a conoscere il fenomeno della tratta a scopi prostituzionali.
L'ingresso è libero.
Tutti gli autori dell'antologia potranno intervenire.
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Di redazione gingko (del 03/03/2009 @ 09:07:42, in Tatzepao news, linkato 407 volte)

Su Tifeo web è comparsa un'intervista all'autrice di "Quando l'amore non basta".

Potete leggerla qui

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Di redazione gingko (del 03/03/2009 @ 09:05:32, in Tatzepao news, linkato 417 volte)
Una segnalazone ricevuta da Fuga dal monsone di Marco Biaz potete leggerla qui.
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Di redazione gingko (del 27/02/2009 @ 15:51:18, in Tatzepao news, linkato 381 volte)

Per un ragazzo reggiano che ha avuto nonni nati tra il 1909 e il 1925, le storie di lotta partigiana sono nel DNA, legate ai racconti dei vecchi nelle sere d’estate, prima di dormire. Tedeschi e partigiani sono stati i primi soggetti che hanno fondato le basi del mio immaginario narrativo, così come i film di Leone, o le gare rocambolesche in macchina di Gilles Villeneuve. Mia nonna Anna, che nel 1945 era incinta di mio padre, abitava vicino ad un Comando tedesco. Quante volte mi ha raccontato delle notti in cui le venivano in casa i giovani soldati tedeschi per bere un bicchiere di vino, ritrovando la dimensione di una casa almeno per qualche ora, mentre a pochi passi, nel fienile, stavano nascosti i partigiani. Erano ore di tensione, di paura vera. Così come lo era per me ascoltare quelle storie, mezze in italiano, mezze in dialetto, mentre lo zampirone buttava nell’aria il suo fumo repellente.

Poi, ai tempi delle scuole medie, sul finire degli anni Ottanta, il professore di storia nel mese di aprile ci portava in Municipio ad ascoltare i racconti dei partigiani, che a noi sembravano così vecchi, così distanti da come li avevamo immaginati, eppure ci appassionavano con aneddoti di orgoglio e coraggio, storie d’azione, di vita e di morte.

Negli anni dell’adolescenza, della prima occupazione alle scuole superiori a Correggio, ci sono stati infine i dischi dei Led Zeppelin, i Doors, i film sul Vietnam. Nuovi miti, nuovi eroi, suggeriti da alcuni professori o magari da uno zio, che quegli anni li aveva vissuti. E allora avanti con gli slogan della contestazione studentesca, del ’68 e del ’77, che a noi, sui diciott’anni a metà degli anni Novanta, hanno fornito le basi culturali per dire la nostra, nella scuola e in famiglia.

“Preoccupati dei vivi” l’ho voluto ambientare su due piani temporali, distanti la mia età l’uno dall’altro ma per certi versi simili. Nel ’45 alcuni ragazzi sui vent’anni sposarono un’idea, e rischiarono la propria vita nascondendosi nei fienili, sparando ai tedeschi e alle camicie nere. Trent’anni dopo, altri ventenni, figli dei primi, occupavano le piazze, a volte in modo pacifico, altre in modo violento, con le armi, sparando contro la Polizia. Queste due generazioni hanno vissuto momenti storici importanti per la storia italiana e mondiale, hanno avuto di fronte a sé sfide che la mia generazione non ha avuto; sono stati costretti a scegliere una posizione, un’idea, a darsi da fare per quella, talvolta anche in modo discutibile, perché il non scegliere avrebbe significato porsi dalla parte del nemico.

Ho voluto raccontare una storia ai tempi della lotta partigiana che si proietta negli anni della lotta armata, perché, probabilmente, quando l’uomo lotta mette a nudo più che in periodi di pace la propria natura, le proprie passioni, nel bene e nel male.

L’eccidio della Righetta, al quale il libro si ispira, consumato all’alba del 15 Aprile 1945, è per Rolo storia e leggenda. Aldilà di quanto è stato scritto (poco) dagli storici locali, e di quanto si conserva negli archivi (ancora meno), per tanti versi rimane un mistero. Sono tante le voci che si accavallano e tante le versioni di quella notte che sopravvivono nei racconti popolari. Alla versione dei fatti spesso si associa una personale visione politica di chi racconta, così come personalismi e ipotesi non documentabili.

Dopo aver sentito tante voci e letto tante pagine su quella notte, sono giunto alla conclusione che per poter trattare la questione senza gli stretti vincoli storiografici, l’unico canone possibile rimaneva quello narrativo. Ne è uscito un romanzo che fonda le sue radici su un fatto di cronaca di oltre sessant’anni fa, ma poi se ne allontana, esplorando altri sentieri, sviscerando ciò che la storia spesso non racconta, ovvero le passioni e i sentimenti che condizionano certe scelte.

La storia di Omero Tasselli si propone come paradigma di un’intera generazione di giovani, che dopo l’armistizio sono stati costretti, talvolta senza una reale coscienza politica, a scegliere in che direzione lottare, a cui la storia, anni dopo, ha imposto il confronto con altri giovani con una coscienza politica ben più netta, ma a volte sinistra.

Andrea Moretti

 

 

 

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Di redazione gingko (del 22/02/2009 @ 10:18:13, in Tatzepao news, linkato 413 volte)

IN ARRIVO MARZO 2009

  PREOCCUPATI DEI VIVI

DI ANDREA MORETTI

Titolo: Preoccupati dei vivi. Collana: Bianca
Genere: Romanzo. ISBN: 978-88-95288-07-9
Pagg: 144. Prezzo: euro 11.50

Il romanzo ricostruisce, sulla base di testimonianze e di documenti storici consultati dall'autore, un cruento eccidio partigiano ad opera dei fascisti, avvenuto durante la primavera del 1945, pochi giorni prima della Liberazione, nei pressi di Rolo, in provincia di Reggio Emilia. Non si tratta solo di una storia di partigiani. E' il confronto tra la generazione cresciuta sotto il ventennio fascista e quella di trent'anni dopo, insanguinata e fanatica della contestazione e dell'apogeo delle Brigate Rosse.

CON UNA PREFAZIONE DI AGOSTINO "CESARE" NASI"

POSTFAZIONE DELL'AUTORE

Alle prime luci dell’alba del 15 aprile 1945 un gruppo di sette partigiani in un piccolo comune della bassa reggiana viene accerchiato e messo al muro da una squadraccia di camicie nere. Si parla di errore strategico, ingenuità tattica, di una sentinella che ha ceduto al sonno, di una spiata e, peggio ancora, di un tradimento all’interno della stessa brigata partigiana. Dopo 30 anni un sopravvissuto all’eccidio torna al paese per percorrere i vecchi sentieri partigiani e svolgere un’indagine, ma gli viene intimato di lasciar perdere. Ben presto la ricerca di indizi e risposte si trasforma in un febbrile susseguirsi di ricordi che corrono paralleli ad una analisi ben più spinosa e profonda del sé, nella cornice di una Italia che esce malconcia da una vera e propria guerra civile, nella quale vincitori e vinti si confondono su una strada del progresso che sembra già decisa e che pur presenta zone d’ombra minacciose. Omero aveva 20 anni nel 1945 e imbracciava un fucile. Nel 1975 cosa fanno i ventenni? C’è chi lavora in fabbrica, chi studia, chi grida nelle piazze e c’è ancora chi imbraccia fucili e spara, rivendicando radici proprio nei gesti e nelle azioni dei leggendari combattenti partigiani. Ma queste due generazioni hanno qualcosa in comune? Padri e figli riescono a comunicare? Che Italia hanno consegnato i primi?

NOTA SUL PREFATTORE

Agostino Nasi, nome di battaglia “Cesare”, nato a Rolo (RE) nel 1925, ha svolto attività partigiana dal giugno del 1944 alla Liberazione, operando nel basso reggiano, nelle valli del carpigiano e del mantovano. Studente alla facoltà di Giurisprudenza di Modena, negli anni della lotta di Liberazione si è impegnato attivamente per la causa partigiana divenendo da subito, nonostante la giovane età, Comandante del Distaccamento “Aldo” 1^ Battaglione della 77^ Brigata SAP, per il grande carisma e la forza smisurata. Ha partecipato, con ruolo decisivo, alle battaglie di Fabbrico e Gonzaga. Ha asportato dalla polveriera di Luzzara per ben quattro volte munizioni e mine. Ha sorpreso e messo in fuga una pattuglia tedesca sulla piazza di Rolo e, pur ferito, ha salvato il compagno Lodi (Caino), ferito gravemente. Ha minato e fatto saltare due ponti sulla Parmiggiana-Moglia e Ponte Alto a Modena, fatto prigionieri molti tedeschi, preso parte a vari combattimenti, azioni di disarmo e al recupero di materiale bellico aviolanciato. Oggi vive nella sua casa di Rolo, godendosi la pensione. Sono in tanti i ricercatori, gli storici o semplicemente vecchi e nuovi amici che ogni settimana lo vanno a trovare, tra i suoi libri e suoi quadri e le tante foto che ricordano chi è stato e che parte ha avuto nella lotta.


 

 

   IN ARRIVO APRILE 2009

IO CAMMINO NEL BUIO

DI LICIA PRAISI

Titolo: Io cammino nel buio. Collana: Bianca
Genere: Autobiografia. ISBN: 978-88-95288-08-6
Pagg: 136. Prezzo: euro 11.50

UNA STORIA VERA SULLA DEPRESSIONE

PREFAZIONE DELL'AUTRICE

Licia ha 53 anni, vive sola in una casa dell’Ente Case di Ferrara dove ancora è ammalata e lotta ogni giorno per sopravvivere. Dopo aver cominciato a scrivere la sua storia come terapia, sotto consiglio della sua dottoressa, si è ritrovata a pensare che la sua testimonianza sarebbe stata una fonte di riflessione e un forte spunto di conoscenza. Perché i depressi non sono dei matti, come molti dicono, sono persone che vogliono essere semplicemente aiutate. Lei, che di queste persone ne ha conosciute tante, troppe, sa che molte, troppe, non vengono aiutate. In questo libro Licia racconta la sua infanzia infelice in collegio, senza una vera famiglia e senza un padre, la sua giovinezza trascorsa alla perenne ricerca di un qualcosa che le desse una esistenza serena, mentre si impelagava in diversi guai, poi il matrimonio, che sembrava perfetto, e l’attesa spasmodica di un figlio che non arrivava e che a un certo punto smise di ricercare, infine, per cause infinite, il sopraggiungere della depressione in forma grave, di cui ancora oggi si sa ben poco, e sulla quale c’è scarsa informazione. Nel frattempo Licia ha tentato due volte il suicidio, ha debellato un tumore al seno, ha lasciato suo marito e con una forza straordinaria sta cercando di riappropriarsi della sua vita. Con la voglia di scaricare dalle spalle tutto il peso che si porta da anni, dopo tante sofferenze e delusioni, dopo interminabili momenti angosciosi e distruttivi, tante sofferenze arrecate ai suoi cari, e a se stessa, dopo venticinque sedute di radioterapia e con la sua pastiglia al giorno che deve prendere per cinque anni, i controlli che vanno seguiti con regolarità, è qua e questa è la sua vita.

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Di redazione gingko (del 02/02/2009 @ 09:43:20, in Tatzepao news, linkato 444 volte)

Segnaliamo una recensione su Quando l'amore non basta di Angela Siciliano, comparsa su PARVAPOLIS, 28 gennaio 2009, scritta da Nadia Turriziani.

Leggi qui

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Di redazione gingko (del 30/01/2009 @ 19:33:53, in Tatzepao news, linkato 421 volte)

PRIMA PARTE - Antonio Dercenno, Presidente Fiori di Strada. Bose, ex prostituta nigeriana, liberata dalla tratta.

SECONDA PARTE - Antonio Dercenno, Presidente Fiori di Strada. Bose, ex prostituta nigeriana, liberata dalla tratta.

TERZA PARTE - Finale trasmissione, Rosanna Orri, Gingko edizioni, parla dell'antologia "Qui tutto va a puttane!"

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Di redazione gingko (del 28/01/2009 @ 18:27:26, in Tatzepao news, linkato 712 volte)
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Di redazione gingko (del 27/01/2009 @ 11:20:01, in Tatzepao news, linkato 416 volte)
Mario Zodiaco, Feltrinelli International, Bologna, 5 dicembre 2008.
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Di redazione gingko (del 24/12/2008 @ 09:11:52, in Polifemi live, linkato 450 volte)

Proprio la settimana scorsa un caro amico mi ha detto: “Però voi trans una piccola fortuna ce l’avete: il Vaticano, non considerandovi minimamente, non vi rompe le scatole. Lo fa con i gay, con le lesbiche, con quelli stufi di soffrire che chiedono la morte, ecc. Ma a voi…” A noi trans la bordata di disprezzo e considerazione al contrario è arrivata oggi: oggi il pontefice ci ha detto chiaro e tondo che chi determina il sesso è solo Dio, e che nessun essere umano è autorizzato a cambiare il proprio, andando contro le leggi divine. Le parole, di solito, hanno un peso relativo; ma quando vengono pronunciate dal capo della chiesa, fanno sempre sobbalzare sulla seggiola; spesso i benpensanti le prendono per oro colato e divengono una piccola grande verità destinata a radicarsi nella coscienza obnubilata della massa. Da domani (già sono preparata) il fruttivendolo, la lavandaia, i vicini di casa mi saluteranno come sempre, sicuro, ma nel loro sguardo baluginerà anche qualcos’altro, le tracce d’un pensiero ereditato da questo 22 dicembre: “Però non ci ha mica torto il papa, non è giusto che la Barbara si è scelta il sesso da sé, è solo Dio che decide: ‘A te la passerina, a lui il pimpinello’”. E così, decenni di studi psicologici e di aiuti medici potrebbero rischiare di essere vanificati dalle parole d’un personaggio che ha l’abitudine di ficcare sempre il naso in affari che proprio non lo riguardano. E qui cade proprio a fagiolo una frase d’un mio scritto abbastanza recente: “Chi manovra i fili dei burattini che popolano la massa, ha capito che coloro ai quali si rivolge non hanno più difese, cioè capacità di giudizio e discernimento, perciò seguita a colpirne le menti con devastanti precetti che essi seguono passivamente. E’ da qui che hanno origine la violenza, il razzismo, l’esclusione.” Ma sarebbe anche giusto chiedersi: perché questi devastanti precetti? A quale scopo qualcuno tutti i santi giorni se ne esce con certe parole? Forse per salvaguardare la pacificazione forzata e vuota di coloro che lo sostengono senza sapere quel che fanno? Sì, può darsi. Ma sento che c’è dell’altro, qualcosa di demoniaco. Come per esempio la volontà di speculare sul dolore altrui, la volontà di accentuare e perpetuare la sofferenza di chi già sta patendo le pene dell’inferno in questo mondo. La vita delle persone transgender non è tra le più facili, tutt’altro; allora mi chiedo: per quale sorta di perfido disegno bisogna andare a peggiorare ancora di più le condizioni di vita delle persone come noi? Questo è il regno del demonio: ecco la risposta. Il mio Victor Hugo, riferendosi a un rospo torturato da una banda di monelli perché da questi considerato troppo brutto, ebbe a scrivere: “Quale oscuro atto! Aggiungere l’orrore alla difformità!” E’ un termine ambiguo quel “difformità”, sia per il rospo che per l’argomento di cui sto trattando; ma sta comunque a significare una presunta condizione di svantaggio rispetto agli altri esseri coi quali ci si deve confrontare e dai quali si viene giudicati. Ma tale condizione di svantaggio, in una società normale, civile e veramente democratica, dovrebbe generare un sentimento di comprensione, di bontà, non già di disprezzo. Quel disprezzo al quale ormai ci hanno tristemente abituati moltissimi di coloro che parlano d’amore verso il prossimo, mentre magari, a pochi passi dalla croce, un loro collega sta insegnando a un bimbo come slacciarsi i calzoncini…

 

Barbara X
22.12.2008
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Di redazione gingko (del 24/12/2008 @ 08:51:30, in Tatzepao news, linkato 483 volte)
Una recensione sul libro di Marco Biaz, comparsa sul blog "Spigolature", potete leggerla qui
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Di redazione gingko (del 23/12/2008 @ 11:21:06, in Itaca per sempre, linkato 481 volte)

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Di redazione gingko (del 23/12/2008 @ 11:20:37, in Itaca per sempre, linkato 490 volte)

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Una nuova segnalazione del nostro volume antologico, comparsa su "Il Bologna" del 22 dicembre 2008, potete leggerla qui.

 

Le vecchie segnalazioni, qui di seguito:

Il Bologna  

Rai Utile  

Venerdì di Repubblica 

L'Unità [Barbara x, una delle autrici, intervistata da Delia Vaccarello].

In "Storiacce", rubrica di Radio 24, Raffaella Calandra intervista Barbara x [file audio] 

 

 

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Di redazione gingko (del 09/12/2008 @ 09:15:11, in Tatzepao news, linkato 441 volte)

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Di redazione gingko (del 04/12/2008 @ 18:03:02, in Tatzepao news, linkato 482 volte)

Leggi l'intervista di Mario Zodiaco al Corriere della Sera del 4.12.2008.

Leggi qui

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Ieri, 2 dicembre, alla conferenza stampa di apertura dell'edizione 2008 del Motor show, è comparso con sorpresa del pubblico e della dirigenza il nostro autore. Ha fatto sentire le sue ragioni. 

Leggi qui cosa è successo. (Articolo 1)

Leggi qui cosa è successo (Articolo 2)

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Di redazione gingko (del 01/12/2008 @ 12:03:53, in Tatzepao news, linkato 522 volte)
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Di redazione gingko (del 01/12/2008 @ 11:27:38, in Tatzepao news, linkato 516 volte)

Segnaliamo un articolo su Mario Zodiaco uscito su "Il resto del Carlino" sabato 29 novembre 2008

 

Leggi qui

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Di redazione gingko (del 29/11/2008 @ 21:12:14, in Tatzepao news, linkato 441 volte)

Apriremo il 2009 con due pubblicazioni. "Preoccupati dei vivi" di Andrea Moretti e "Io cammino nel buio" di Licia Praisi. Il primo è un romanzo che ricostruisce, sulla base di testimonianze e di documenti storici consultati dall'autore, un cruento eccidio partigiano ad opera dei nazisti, durante la primavera del 1945, pochi giorni prima della liberazione. Ma non si tratta solo di una storia di partigiani. E' un confronto tra la generazione cresciuta sotto il ventennio fascista e quella di trent'anni dopo, quella insanguinata e fanatica della contestazione e dell'apogeo delle Brigate Rosse. Il secondo romanzo è una storia vera, una testimonianza sulla depressione. L'autrice, con pseudonimo, confessa le umiliazioni e gli stati emotivi di una malattia di cui nonostante tutto, ancora oggi, si conosce molto poco.      

 

 

                    

 

 

      

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Di redazione gingko (del 28/11/2008 @ 17:49:14, in Tatzepao news, linkato 0 volte)